Il muratore precario soffre di norma di diversi problemi di salute, imputabili, in parte, alle abitudini lavorative e ai materiali costruttivi utilizzati e, in altra parte, allo stato di assoluta instabilità del suo lavoro.
Nella prima categoria rientrano le stesse patologie da cui è generalmente affetto il muratore anche non precario, quali mal di schiena e dolori articolari diffusi, allergie, asma e malattie respiratorie. La prima grande differenza rispetto al manovale non precario risiede nelle possibilità di prevenzione e cura del manovale precario. Sul versanto preventivo, quest'ultimo, condotto in cantieri che non conosce per fare cose per le quali non ha avuto una formazione specifica, tantomeno un briefing di qualche minuto, e trovandosi nei suddetti sconosciuti cantieri con qualifica e autorizzazione pari se non inferiore a quella di qualsiasi anziano accorso a seguire i lavori, non ha a sua disposizione attrezzature di lavoro adeguate concepite per scopi di protezione e prevenzione, oppure pur possedendole non sa nemmeno come usarle. Sul versante cura, essendo pagato alla giornata secondo una tariffa che va da i tre e ai cinque euro all'ora e spendedoli spesso poi in larga parte per l'acquisto di sigarette, detergenti per il viso e magliette aderenti (con la speranza di avere lo stesso successo del manovale della Coca-Cola), non è in grado di accedere a cure adeguate al manifestarsi delle malattie, per cui tende a far cronicizzare il problema.
Della seconda categoria fanno parte quei disturbi che si amplificano a causa del continuo cambiamento di cantiere e di materiali per il lavoro, in parte già anticipati. Infatti, il muratore precario non sempre "ha un mestiere" da rivendere sul mercato del lavoro, piuttosto due forti braccia da offrire la mattina presto al miglior offerente come accade lungo via Togliatti nel tratto tra la Casilina e la Prenestina, a Roma, pressappoco ad ogni alba. In queste condizione, non sempre affiancato a muratori esperti, è per lo più condotto in cantieri sconosciuti con altri muratori precari come lui o altri manovali improvvisati, in una babele di lingue e maestranze e abitudini costruttive, dove se risulta difficile imparare un mestiere (secondo la tipologia della trasmissione dal mastro all'apprendista), è del tutto impossibile liberarsi dalle braccia tentacolari delle ditte edili che a volte lo fanno lavorare ma, comunque, non lo assumono, sempre gli chiedono di usare prodotti di scarsa qualità.
Ed è questo l'altro fattore determinante, in termini epidemiologici.
Il continuo cambiamento di materiali ma la costante scarsità della loro qualità, nonché la presenza di materiali non propriamente sicuri e, a volte, adatti più alla costruzione di un castello in spiaggia che di un edificio in città, porta il muratore precario a soffrire di allergie da calce, da colla, da polveri, da tufo, da fieno, e ad ogni altra cosa che respira/aspira, ad esclusione delle sigarette. Ciononostante il manovale si sniffa continuamente il braccio e le polveri su di esso presenti, già amalgamate insieme da qualche goccia di sudore che gli imperlava la fronte e asportata con l'usuale gesto: questa abitudine contribuisce ad accelerare le reazioni chimiche tra i vari contaminanti e determinanti di malattia e, di conseguenza, facilita l'unione sistemica dei sintomi in un'unica sindrome. Sempre, in media, da quattro soldi.
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domenica 1 settembre 2013
mercoledì 31 luglio 2013
Le nuove malattie professionali _ Braccia molli, ma anche piedi, del bracciante stagionale
Il bracciante stagionale soffre di una malattia congenita, probabilmente provocata dagli effetti della peronòspora con la quale siano entrati in contatto genitori, amici, parenti o amici degli amici dei genitori dei parenti del bracciante in età fetale di quest'ultimo.
Questa malattia dà al bracciante, nonostante sia appunto un bracciante, un'autonomia nell'uso delle braccia di sole nove ore, al massimo dieci, considerando per giunta una pausa di mezz'ora dopo la quarta ora, se c'è. A causa di questo problema congenito, generalmente il bracciante non riesce nemmeno a stare in piedi senza fatica e lamenti per più di dieci ore, sempre nelle condizioni di cui sopra.
Per questi motivi, si consiglia di seguire le prescrizioni del datore di lavoro il quale cerca di aiutare disinteressatamente lo stagionale a superare i proprii limiti, senza peraltro farglieli pesare troppo, utilizzando diverse tecniche, tra cui: meno pause, e meno lunghe, dal lavoro, affinché il tempo non risulti ben scandito e scorra apparentemente più veloce; nessun avviso, dopo le otto ore contrattuali, della necessità di straordinari e, soprattutto, nessuna possibilità di scelta per i braccianti, che devono accettare o rassegnarsi a lasciare il lavoro, questo per combatterne pigrizia e fiacchezza connaturate alla loro disabilitante malattia.
Normalmente a queste cure leggere generosamente offerte dal datore di lavoro, si aggiunge un fattore determinante per la guarigione: la mancanza di ufficialità delle ore straordinarie di lavoro, pagate, se pagate, in nero, senza assicurazione, contributi e, naturalmente, sosta. Lo scopo terapeutico è spingere i braccianti ad utilizzare più efficientemente le loro braccia per combattere la malattia, aumentare la propria resistenza e impiegare meno tempo nel lavoro della terra.
La malattia assume altri connotati per i braccianti che lavorano in sommerso, che hanno evidentemente problemi specifici più gravi collegati con il respiro, come col il vivere di aria, con l'abitare in baracche dove non si respira, ... Ma a questa categoria di si farà riferimento in un'altra trattazione ad hoc.
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giovedì 18 luglio 2013
Le nuove malattie professionali _ Il culo 2D dell'architetto non pagato
Problema generalmente di carattere transitorio, come i contratti degli interessati (se esistono). Colpisce principalmente i neo-laureati, non solo in architettura, fino al settimo anno dalla proclamazione, in particolare se impiegati in studi di provincia. Di norma essi non sono retribuiti, nemmeno a progetto. E con progetto qui si intende quello su carta o in 3D... insomma quella tipologia di progetto che si confà esattamente alla loro peculiare professione.
La patologia presenta due sintomi caratteristici.
La patologia presenta due sintomi caratteristici.
Il primo consiste in un sostanziale appiattimento e conseguente allargamento del deretano dovuto alla posizione assunta nelle ore, minimo otto, di lavoro all'interno dello studio. La sedia utilizzata è rigorosamente non-ergonomica, ma può in taluni casi avere una forma pseudo-anatomica: questa può conferire al fondo-schiena del giovane architetto delle forme fantasiose (per esempio a stella, a fiore, a wurstel tedesco) finalizzate a creare un clima piacevolmente goliardico nell'ufficio.
Il secondo sintomo è riferito al concetto di "farsi il culo", ovvero del "dare il culo". In entrambe le casistiche analizzate, il campione è soggetto a stress proveniente da diverse fonti (quali scadenza impellenti, bandi di gara appena scoperti cui partecipare, senso di dovere unito a sensazione di dover ancora dimostrare qualcosa al proprio datore di lavoro -ma non di paga-) cui reagisce cercando di dare sempre il... massimo.
Per il primo sintomo, si consiglia di evitare di cambiare posizione sulla sedia, per evitare ulteriori spiacevoli deformazioni del culo con conseguenti problemi di carattere fisiologico. Per la seconda tipologia sintomatica, un trattamento che ha dimostrato efficacia su una quota altamente significativa dei campioni, è stato il passaggio dal dare il di dietro a mostrare il di dietro, in particolare se trattasi di spalle... L'unica cura davvero funzionante in termini di costo-efficacia sembra, infatti, essere quella di cambiare studio, e quindi sedia, fino a trovarne una ap-pagante: questo potrebbe riportare il di-dietro ad una forma tridimensionale naturale e il carico di lavoro non più paragonabile ad una presa per il culo.
Attenzione! Se protratto troppo a lungo, il disturbo si cronicizza causando anche problemi neurologici. I primi sintomi della malattia riguardano le capacità mnemoniche, in particolare relativamente a quanto concerne il “cantiere”, incluso il significato stesso della parola “cantiere”.
Il secondo sintomo è riferito al concetto di "farsi il culo", ovvero del "dare il culo". In entrambe le casistiche analizzate, il campione è soggetto a stress proveniente da diverse fonti (quali scadenza impellenti, bandi di gara appena scoperti cui partecipare, senso di dovere unito a sensazione di dover ancora dimostrare qualcosa al proprio datore di lavoro -ma non di paga-) cui reagisce cercando di dare sempre il... massimo.
Per il primo sintomo, si consiglia di evitare di cambiare posizione sulla sedia, per evitare ulteriori spiacevoli deformazioni del culo con conseguenti problemi di carattere fisiologico. Per la seconda tipologia sintomatica, un trattamento che ha dimostrato efficacia su una quota altamente significativa dei campioni, è stato il passaggio dal dare il di dietro a mostrare il di dietro, in particolare se trattasi di spalle... L'unica cura davvero funzionante in termini di costo-efficacia sembra, infatti, essere quella di cambiare studio, e quindi sedia, fino a trovarne una ap-pagante: questo potrebbe riportare il di-dietro ad una forma tridimensionale naturale e il carico di lavoro non più paragonabile ad una presa per il culo.
Attenzione! Se protratto troppo a lungo, il disturbo si cronicizza causando anche problemi neurologici. I primi sintomi della malattia riguardano le capacità mnemoniche, in particolare relativamente a quanto concerne il “cantiere”, incluso il significato stesso della parola “cantiere”.
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giovedì 11 luglio 2013
Le nuove malattie professionali _ Il tendine dell'account (malattia del)
Malattia del tendine dell'account
Prende il nome dalla più-che-nota figura professionale dell'account d'agenzia, tuttofare-segretario, scribacchino, stratega, portapacchi-corriere, curatore dei rapporti con clienti e fornitori, spalatore di merda, business-maker e ingoiatore professionista.
Si manifesta con fitte acute e improvvise, di norma accompagnate dal rumore sordo di un mouse sbattuto per riflesso incondizionato e del tutto involontario sul ripiano della scrivania o, nei casi più gravi, sulla faccia del proprio superiore.
Si consiglia, dopo ogni telefonata delirante di un cliente, collega-capo o fornitore, di allentare la tensione sulle braccia per evitare la cronicizzazione. Infatti se cronicizzata, l'infiammazione tende a risalire spalle e collo e giungere al capo, con effetti devastanti sul sistema nervoso, in ogni senso.
Per alleviare i disturbi, si suggerisce di cambiare lavoro o, dove impossibile, di combattere l'infiammazione dei tendini delle parti interessate utilizzando queste ultime così come il corpo tacitamente suggerisce: schiaffeggiando il proprio interlocutore delirante, sempre in modo ossequioso. In caso contrario, questo porterà comunque a farvi cambiare lavoro, ma senza lettera di referenze.
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sabato 6 luglio 2013
Le nuove malattie professionali _ Il contorsionismo degli intestini dei precari
Questa patologia colpisce statisticamente in maggior misura le donne e in particolare quelle più giovani. Ma essendo la statistica mera analisi quantitativa, in questo studio non terremo in considerazione questo dato, sottolineando invece il dato di fatto che rappresenta una casistica ben distribuita per variabili di sesso, meno in quella di età (giovani e diversamente giovani), abbastanza bene in tutti i settori professionali e tecnici*, se il dato di fatto è incrociato col dato di contratto.
La modificazione dell'anatomia degli intestini ha inizio, in generale, in modo latente e si manifesta tardivamente con spasmi diffusi ma concentrici, direzionati nello specifico verso il centro dell'ansia, che come sappiamo abita appunto nelle viscere. Risvegliata dalla precarietà del lavoratore post-moderno, dall'assenza quasi totale di punti fermi di riferimento, l'ansia tende a spostarsi vagando disorientata nelle strade delle umane feci, ingarbugliandone le vie fino a creare nodi, nocche e ghirigori.
L'affetto da contorcimento degli intestini tende ad assumere una posizione a conchiglia-a-doppia-valva o a verme-che-si-arrotola-quando-lo-tocchi, chiudendosi quindi su se stesso. Quando cerca di assumere la posizione dell'homo erectus, non ci riesce a causa dei nodi di cui sopra e si richiude a molla dopo aver emesso dei versi cupi e sordi, partiti dalla bocca dell'ansia.
Normalmente, chi ne è affetto è spesso irritabile come il suo intestino, gonfio come la pasta madre quando attaccata dai lieviti, e spento sia fuori che dentro. Quando, invece, accende il cervello, impostato spesso nel malato di precarietà sulla modalità vittimismo-persecuzione-depressione, il problema tende molto lentamente a risolversi. L'attivismo, il coraggio delle decisioni e dei no, la conoscenza dei diritti del lavoratore e altro carburante per le sinapsi, infatti, dà all'ansia una direzione: quella del cesso.
* In seguito analizzeremo invece alcune malattie professionali specifiche.
La modificazione dell'anatomia degli intestini ha inizio, in generale, in modo latente e si manifesta tardivamente con spasmi diffusi ma concentrici, direzionati nello specifico verso il centro dell'ansia, che come sappiamo abita appunto nelle viscere. Risvegliata dalla precarietà del lavoratore post-moderno, dall'assenza quasi totale di punti fermi di riferimento, l'ansia tende a spostarsi vagando disorientata nelle strade delle umane feci, ingarbugliandone le vie fino a creare nodi, nocche e ghirigori.
L'affetto da contorcimento degli intestini tende ad assumere una posizione a conchiglia-a-doppia-valva o a verme-che-si-arrotola-quando-lo-tocchi, chiudendosi quindi su se stesso. Quando cerca di assumere la posizione dell'homo erectus, non ci riesce a causa dei nodi di cui sopra e si richiude a molla dopo aver emesso dei versi cupi e sordi, partiti dalla bocca dell'ansia.
Normalmente, chi ne è affetto è spesso irritabile come il suo intestino, gonfio come la pasta madre quando attaccata dai lieviti, e spento sia fuori che dentro. Quando, invece, accende il cervello, impostato spesso nel malato di precarietà sulla modalità vittimismo-persecuzione-depressione, il problema tende molto lentamente a risolversi. L'attivismo, il coraggio delle decisioni e dei no, la conoscenza dei diritti del lavoratore e altro carburante per le sinapsi, infatti, dà all'ansia una direzione: quella del cesso.
* In seguito analizzeremo invece alcune malattie professionali specifiche.
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