venerdì 23 maggio 2014

ADDIO CAROSINO | Di solito fango e di elezioni europee

Mi aspettavo, certo, di ritrovarmi di fronte a fango e fanghiglia alle porte della tornata elettorale amministrativa del 2014 a Carosino, ma non pensavo che mi avrebbe toccata tanto da vicino per temi e persone coinvolte.
La mortificazione, tuttavia, è durata poco, forse per la distanza, forse perché ho potuto discuterne con persone serene, sicure e mature, forse perché mi preoccupa molto la situazione del mio Paese (quello con la P maiuscola) tanto da mettere in ombra la preoccupazione per il paesello (quello con la p minuscola).
Ma il fango c'entra un po' dappertutto.
Berlusconi che fa campagna per le europee parlando di pensioni. Ma che c'entra?!
Renzi che fa marketing ma che ...boh
Grillo non lo capisco perché urla troppo.
Che resta?
In Italia, mi sembra ancora poco.
Ma poiché si tratta di Europa, mi guardo intorno.
Un'alternativa forse c'è, ma possibile che debba ancora scegliere il meno-peggio?

Sul sito del 'L'altra Europa' si legge una cosa condivisibile:
Noi vogliamo cambiare l’Europa, e metterla al servizio dei cittadini, e non delle banche. Per uscire dalla crisi serve una svolta radicale, che metta prima le persone.
Noi sosteniamo Alexis Tsipras, un leader del cambiamento. Abbiamo alleati in tutta Europa: forze di sinistra, movimenti, cittadini che lottano con noi.

 Ma i movimenti di Taranto, i cittadini tarantini in quella lista non son più rappresentati, questo me lo ricordo bene per la polemica che c'è stata tra un Michele Serra quanto mai superficiale e una Antonia Battaglia quanto mai coerente (e idealista?). Io non me lo dimentico. Non dimentico che a rappresentarmi sarebbe ancora SEL con tutte le sue ombre enormi e pesanti e intollerabili.
E nemmeno mi passa inosservata la presenza di Franco Arminio che noi Carosinesi ben conosciamo (chissà se se n'è accorto qualcuno oltre a chi ha organizzato e partecipato alla Rassegna di Poesia carosinese...). Il paesologo che ci ha definiti paesologi ma che poi sembra sempre così arrogante, preso da sè, distante. Non dimentico la sua assenza di risposta alle mie email, figuriamoci se credo che mi ascoli quando e se sarà eletto al parlamento europeo, maddai!

Eppure questo "altro" programma è l'unico che mi convince, che è abbastanza ideale e "radicale" (nel senso pure delle radici e dell'agricoltura) da parlarmi dritta al cuore. Anche se non è ben chiaro né il come né la fattibilità/sostenibilità....

Un'altra, ennesima divisione intestina.


Io mi interrogo su questo... e a Carosino c'è qualche personaggio dalla grande esperienza che si è costruito grandi giardini che si contende 10 centrimentri di orto per continuare a coltivarci i proprii interessi a colpi di palle fangose?!
Mi viene solo voglia di abbassare il capo e sospirare... e di cambiare una volta per tutte residenza. Tanto il resto io non mi sento in grado di cambiarlo. Almeno a Carosino.

martedì 13 maggio 2014

Sand Catavd a Taranto | un senso nuovo

Festa patronale di San Cataldo a Taranto...
Il classicone... fuochi d'artificio dal Castello Aragonese, centinaia di persone ad appesantire il Ponte Girevole, sul lungomare del Borgo Antico bancarella tristi...

















Ma c'è un SAND CATAVD che ci piace assai...
ed è questo:


































E con soli 2 euro, potete dare tutti un senso nuovo alle feste tarantine...
forse ci sarebbe qualcosa da festeggiare con un EMOGASOMETRO.

venerdì 28 marzo 2014

Her wall-e

Wall-E EVE sunset | cinemashock.org
Lei il film | AC www.contino.com


giovedì 20 marzo 2014

Wabi-sabi 侘寂



Wabi-sabi

SIGN Concezione estetica giapponese fondata sull'accettazione dell'impermanenza e dell'imperfezione delle cose

voce giapponese, composta da [wabi 侘] povertà, semplicità e [sabi 寂], che indica quella bellezza che nasce dal passare del tempo. In kanji è scritto 侘寂.


Questa parola è molto speciale. È impossibile tradurla in italiano. Wabi-sabi è un senso estetico particolare in Giappone. Questa parola è fatta da due parti: wabi e sabi. Wabi e sabi sono diversi concetti, ma adesso noi giapponesi le descriviamo insieme.
"Wabi (侘)" significa lo stato inferiore, cioè lo stato povero e semplice. I giapponesi pensano che questo stato è bello. Direi: che il prezzo sia basso ma la qualità sia buona. Okakura Tenshin ha scritto nel suo libro, "The Book of Tea", che la parola "imperfetto" traduce bene la parola "wabi". Invece "sabi (寂)" è lo stato deteriorato con il passar del tempo, e poi lo stato deserto o isolato. Secondo Terada Torahiko, è la bellezza che trapela dall'intero di una cosa antica e non è in rapporto con l'apparenza. Per esempio, una roccia coperta di muschio ha questa bellezza.
Ho scritto che wabi-sabi è una sensazione particolare in Giappone. Ma secondo me, c'è questo senso anche in Occidente. Nel campo dell'arte, si trovano tante opere (tragedie, poesie, novelle, pitture, e così via) che esprimono la tristezza, il senso di vuoto, ecc; cioè sentimenti negativi. Anche gli occidentali provano la bellezza da questi.
Quanto a "sabi", per esempio, c'è una parola "antique" in francese ("antiquariato" in italiano, vero?). Questa parola significa "vecchio ma bello". Questi sensi sono simili a "sabi" in giapponese.
Siccome wabi-sabi è una parola che tratta di sensazione, capirla precisamente sarà difficile. (Anzi, la mia spiegazione è troppo brutta per farvela capire bene. Mi scusate!) Ma wabi-sabi è un animo della cultura giapponese. Se capisci il vero significato, potrei dire che comprendi la filosofia dei Giapponesi.

Quel filone di pensiero estetico europeo che adorava il modello unico della bellezza classica, apollinea, imperturbabile, perfetta ed eterna, durante il XIX secolo travalica nel Romanticismo: la malinconia, la nostalgia, l'abbandono diventano temi popolari di bellezza struggente, soggetti privilegiati dell'arte. I pittori vanno a caccia di rovine fra cui pascolano le pecore, i poeti meditano da soli nei cimiteri antichi, i musicisti danno voce alle proprie malinconie. Il fenomeno del Romanticismo non si esaurisce qui; ma questo gusto, ancora rigoglioso, è forse il punto più vicino fra Europa e Giappone: la bellezza di una semplicità sincera e senza fronzoli barocchi, che prende forza dall'inesorabile passaggio del tempo, comprendendo serenamente la nostalgia, la tristezza più delicata - in una tensione dolce e profonda.

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Grazie della "dedica" di
una parola al giorno

domenica 16 marzo 2014

Il Veneto come la Crimea

Chissà se Obama chiamerà Zaia per scongiurare la crisi che un referendum illegale può portare in tutto il mondo...