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martedì 13 maggio 2014

Sand Catavd a Taranto | un senso nuovo

Festa patronale di San Cataldo a Taranto...
Il classicone... fuochi d'artificio dal Castello Aragonese, centinaia di persone ad appesantire il Ponte Girevole, sul lungomare del Borgo Antico bancarella tristi...

















Ma c'è un SAND CATAVD che ci piace assai...
ed è questo:


































E con soli 2 euro, potete dare tutti un senso nuovo alle feste tarantine...
forse ci sarebbe qualcosa da festeggiare con un EMOGASOMETRO.

martedì 5 novembre 2013

Il giornalismo scientifico de no'artri | Il caso dell'olivo che si dissecca velocemente

Sulla pagina FB dell'Associazione di promozione sociale "Fucarazza", io, l'uomo che non esiste e un contadino altrettando invisibile sui social network, abbiamo cercato di mettere in ordine le informazioni reperite su internet riguardo il caso del "COMPLESSO DEL DISSECCAMENTO VELOCE DELL'OLIVO" che sta colpendo diversi ettari dell'area jonica della provincia leccese, destando preoccupazioni e allarmismi.

Trovate qui la nostra sintesi per far chiarezza nelle nostre teste e proporre qualche domanda aperta.

Aggiungo una mia considerazione su come si fa il giornalismo scientifico in Italia, non solo in Puglia, giacché la notizia è stata ripresa da Il Fatto Quotidiano, per esempio, e da quotidiani online di varia natura, soprattutto di approfondimento sul tema "ambiente".
Ne parlavo sul caso Taranto, tempo fa, in un pezzo sulla comunicazione politica e ambientale, e ripropongo la stessa riflessione per il caso "batterio killer e olivi disseccati".
Il contesto è sempre quello di una profonda incertezza scientifica.
Ma c'è un'assenza di risposte tempestive "dall'alto" in questo caso? Pare di no, pare che da almeno tre anni si conosca questa fitopatia e che ancora non si sia riusciti ad accertarne le cause (eh sì, forse non esiste un batterio killer...) e che siano stati organizzati workshop per informare i contadini e gli imprenditori agricoli. Azioni insufficienti e cadute nel vuoto.
Perché?
Perché parte delle colture interessate non sono sottoposte a cure costanti e perché si riducono al minimo gli investimenti?
Perché non vi è un interesse per le produzioni di qualità e, quindi, si lascia morire una pianta non abbastanza produttiva, non ci si accolla costi preventivi per evitare il peggio finché non si manifesta e poi quando si manifesta si chiede l'intervento esterno?
Perché non vi sono finanziamenti alla ricerca per arrivare fino in fondo con le attività di epidemiologia ambientale, se anche questo è il suo campo?
Il contesto è sempre quello di una profonda incertezza scientifica.
E la risposta dei media non si fa aspettare, dalla drammatizzazione estrema che vede questo batterio killer devastare i campi pugliesi fino ad essiccare l'ultima piantina, alle teorie complottiste più fantasiose e pericolose che vedono il batterio killer come un'arma biologica di chi non può più competere sul mercato con i nostri prodotti...

Insomma... c'è in giro molto "giornalismo scientifico de no'artri", di chi fa politica con i fatti, di chi non li conosce e non approfondisce le fonti, di chi invece che fare divulgazione fa congetture... sta anche a chi legge avere un approccio critico e farsi delle domande...

domenica 1 settembre 2013

Le nuove malattie professionali _ Sindrome del muratore da quattro soldi

Il muratore precario soffre di norma di diversi problemi di salute, imputabili, in parte, alle abitudini lavorative e ai materiali costruttivi utilizzati e, in altra parte, allo stato di assoluta instabilità del suo lavoro.

Nella prima categoria rientrano le stesse patologie da cui è generalmente affetto il muratore anche non precario, quali mal di schiena e dolori articolari diffusi, allergie, asma e malattie respiratorie. La prima grande differenza rispetto al manovale non precario risiede nelle possibilità di prevenzione e cura del manovale precario. Sul versanto preventivo, quest'ultimo, condotto in cantieri che non conosce per fare cose per le quali non ha avuto una formazione specifica, tantomeno un briefing di qualche minuto, e trovandosi nei suddetti sconosciuti cantieri con qualifica e autorizzazione pari se non inferiore a quella di qualsiasi anziano accorso a seguire i lavori, non ha a sua disposizione attrezzature di lavoro adeguate concepite per scopi di protezione e prevenzione, oppure pur possedendole non sa nemmeno come usarle. Sul versante cura, essendo pagato alla giornata secondo una tariffa che va da i tre e ai cinque euro all'ora e spendedoli spesso poi in larga parte per l'acquisto di sigarette, detergenti per il viso e magliette aderenti (con la speranza di avere lo stesso successo del manovale della Coca-Cola), non è in grado di accedere a cure adeguate al manifestarsi delle malattie, per cui tende a far cronicizzare il problema.

Della seconda categoria fanno parte quei disturbi che si amplificano a causa del continuo cambiamento di cantiere e di materiali per il lavoro, in parte già anticipati. Infatti, il muratore precario non sempre "ha un mestiere" da rivendere sul mercato del lavoro, piuttosto due forti braccia da offrire la mattina presto al miglior offerente come accade lungo via Togliatti nel tratto tra la Casilina e la Prenestina, a Roma, pressappoco ad ogni alba. In queste condizione, non sempre affiancato a muratori esperti, è per lo più condotto in cantieri sconosciuti con altri muratori precari come lui o altri manovali improvvisati, in una babele di lingue e maestranze e abitudini costruttive, dove se risulta difficile imparare un mestiere (secondo la tipologia della trasmissione dal mastro all'apprendista), è del tutto impossibile liberarsi dalle braccia tentacolari delle ditte edili che a volte lo fanno lavorare ma, comunque, non lo assumono, sempre gli chiedono di usare prodotti di scarsa qualità.
Ed è questo l'altro fattore determinante, in termini epidemiologici.
Il continuo cambiamento di materiali ma la costante scarsità della loro qualità, nonché la presenza di materiali non propriamente sicuri e, a volte, adatti più alla costruzione di un castello in spiaggia che di un edificio in città, porta il muratore precario a soffrire di allergie da calce, da colla, da polveri, da tufo, da fieno, e ad ogni altra cosa che respira/aspira, ad esclusione delle sigarette. Ciononostante il manovale si sniffa continuamente il braccio e le polveri su di esso presenti, già amalgamate insieme da qualche goccia di sudore che gli imperlava la fronte e asportata con l'usuale gesto: questa abitudine contribuisce ad accelerare le reazioni chimiche tra i vari contaminanti e determinanti di malattia e, di conseguenza, facilita l'unione sistemica dei sintomi in un'unica sindrome. Sempre, in media, da quattro soldi.

lunedì 22 aprile 2013

Primo Maggio a Taranto... ADDO'?!?!


POST POLITICALLY INCORRECT


Venga, brava gente, venga.

Venga a Taranto. Venga per ascoltare musica, ma solo dopo essertene fottuta di Taranto fino ad ora, brava gente.

Venite arroganti Salentini che a Taranto non ci siete mai venite, venite boriosi Baresi che vi prendete il meglio e decidete il peggio, venite silenti e piccoli Pugliesi a vedere Taranto solo ora, voi che non ci siete mai venuti a Taranto.

Venite a Taranto, ma non veniteci per il suo bellissimo museo nazionale e non per le sue spiagge meravigliose e non per la sua tradizione peripatetica di pensiero e non per la sua grandezza sfiorita incrostata nel tempio dorico e non per i diversi livelli di ipogei e non per i pescatori il pescato e le lunghe attività di allevamento delle cozze e per le rapide attività di distruzione delle stesse e non per vedere la morte e per vedere il dramma e per vedere le barche arenate nelle polveri e non per i seni di Taranto e non per la bellezza nera e dura e forte delle Tarantine dai capelli neri e non per vedere i monti della Sila nei giorni buoni.

Venite Italiani, brava gente, se pensate di fare un bel gesto di dare un contributo di lavarvi la coscienza di portarvi via un po' di polvere rossa.

Venite Italiani, brava gente, se state solo sfruttando chi vuole mantenere l'attenzione alta sul caso "Taranto" attirandovi con successo mediante la spettacolarizzazione e che così date carburante al mercato dello spettacolo, che a Taranto è contestualizzato come un impianto siderurgico in mezzo agli uliveti.

Venite degni rappresentanti di una sinistra malata e ignorante di se stessa, che non si sa e che per questo non esiste, ma venite pure voi amanti della musica "varii ed eventualii" ma soprattutto se non avete una vera coscienza sociale, venite a fruire di questa terra umiliata e sporca ma ripulita come quando l'ILVA fa lavare i guardrail dai minerali volatili o come quando venne Karol Wojtyla e si rifecero tutte le pavimentazioni stradali abbandonate da anni, venite per far beneficiare le vostre orecchie senza intaccare i vostri polmoni e le pareti dei vostri stomaci.

Venite, ve la prestiamo ancora una volta noi la nostra terra di merda.

Venite.

Taranto vi aspetta.

Tanto non si aspetta niente Taranto.



PS. Grazie, comunque, ai Tarantini che questo primo maggio alternativo se lo sono pensato e organizzato. E l'hanno fatto perché Taranto resti un tema caldo, perché sanno che solo così forse qualcuno di quei pezzi di brava gente comincerà a interessarsi, chiedere, sapere, pretendere, scegliere, decidere.


PPS.
X: "A Taranto."
Y: "Taranto?! Addo'?!"

venerdì 17 agosto 2012

Io sono di sinistra, però... | lLVA Vendola e SEL

Uomini e donne del SEL di Taranto, soprattutto giovani adulti, seduti ai primi posti ad assistere allo spettacolo di Ascanio Celestini [Taranto, Palafiom, 10 agosto 2012].
Io non ero distante da loro. Quanto hanno riso dell'ironia di Celestini: pungente, tagliante, esplosiva.
Dei "discorsi alla Nazione" da parte di immaginari e manco tanto presidenti e dittatori, mi ha colpita il discorso di uno dei cittadini-sudditi, quello di sinistra (testo e link in calce). Come sempre dritto al punto, critico, incisivo e VERO.
Soprattutto nella chiusa, in quel "me ne frego" finale che incarna tutto quello che una persona di sinistra non dovrebbe essere, il contrario di un interessarsi che dovrebbe caratterizzare proprio il pensiero di sinistra.
Un discorso di una verità tanto oggettiva che oggi, a pochi giorni da quello spettacolo, le parole del leader, il capo, quello che sta in testa, il pensiero e la strategia, la guida di SEL, che ricordo significa SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA', ha affermato che pensare di fermare l'ILVA di Taranto non è da progressisti e che è impensabile impossibile e controproducente sostenere una soluzione del genere.
Se una parte del discorso è condivisibile, laddove Vendola parla dei rischi di non avviare mai le bonifiche dopo la dismissione, come peraltro è accaduto a Massa, tuttavia è soprendente leggere affermazioni quali:
"Mi rendo conto che è forte il tuono che rimbomba ed evoca patologie come il cancro e la morte, ma ci sono gli strumenti per spostare in avanti il conflitto tra industria e ambiente che si è aperto a Taranto.
e ancora 
"La domanda che faccio ai tanti che in questi giorni sentenziano sull’Ilva è soltanto una: ma davvero pensate che si possa chiudere il più grande polo della chimica? È progressista che l’Italia dismetta alcune sue antiche e robuste tradizioni produttive? È legittimo pensarlo ma io non sono d’accordo. (...) non è che le diossine e le polveri sottili sono specialità pugliesi"
Bene, Nichi Vendola con queste parole mi pare cominci ad incarnare quell'uomo di sinistra che parla con la voce di Celestini... e con Nichi, che è leader, anche il suo SEL, o meglio quella parte di SEL di chi non ha coraggio voglia forza di pensare diversamente.
Allora riprendendo il monologo di Celestini, mi vien da pensare alla persona di sinistra che dice:
"Io sono di sinistra, però non è che puoi fermare un'industria solo perché inquina e perché questo inquinamento provoca qualche malattia o morte. 'Che poi tutti dobbiamo morire. Anzi, questi si prendono la ricchezza prodotta dall'industria. Io li ho visti con le auto sportive e le scarpe di marca. Se non c'era l'ILVA non se le sarebbero mai potute permettere. Mica è poco.
Io sono di sinistra, però l'acciaio da qualche parte si dovrà pure produrre: mica un Paese intero si può fermare perché muore qualche centinaio di persone a Taranto. 'Che poi, ma dov'è Taranto? Esiste?
Io sono di sinistra, però alla fine non sono coglione! Cioè a me chi dà la certezza che quel cancro ai polmoni l'abbia provocato l'ILVA oppure, che ne so, quel vizietto di fumare sigarette? 'Che poi si sa, è tutto casuale, mica puoi incolpare l'ILVA se tuo figlio ha l'asma, che c'entra!
Io sono di sinistra, però mica ci credo a questa cosa dell'epigenetica, dell'epidemiologia, della salute che dipende dall'ambiente! Ma quando mai?! Io sono di sinistra ma non sono coglione! Lo so che si tratta solo di probabilità, non è una scienza esatta per cui non vale niente.
Io sono di sinistra, però sono d'accordo con il Ministro dell'Ambiente quando fa il Ministro dell'Industria. Ragazzi, siamo in crisi, mica ci possiamo permettere il lusso di pensare all'ambiente!
Io sono di sinitra, però di Taranto me ne frego. Cioè, voglio dire, c'è tutta un'Italia... chissenefrega di Taranto, mica ci possiamo rimettere tutti...
"
Ascanio Celestini- Io sono di sinistra - Parla con me 24-03-2011 
Io sono di sinistra. In 150 anni di
storia di questo paese c’è stato
un regime monarchico, un regime
fascista, un regime democristiano
e poi un regime berlusconiano.
Taluni osservatori sostengono che
questa egemonia non dipende
dal consenso che ottiene la destra,
ma dal fatto che la sinistra
non riesce ad esprimere un vero
dissenso. E questo perché la gente
di sinistra, alla fine, la pensa
come Berlusconi e Andreotti,
Mussolini e i Savoia. Io non sono
d’accordo. Nel senso che io sono
di sinistra, però non penso che ci
debba essere questo aut aut, cioè
se sei di destra devi dire cose di
destra se sei di sinistra devi dire
cose di sinistra. Per esempio io sono
di sinistra, sono andato in piazza
per difendere la costituzione e
lo so che nella costituzione c’è
scritto che l’italia ripudia la guerra
.
Io sono di sinistra, però se tutto il
mondo si muove contro Gheddafi
mi pare giusto che lo facciamo pure
noi e sono sicuro che se al governo
ci stava la sinistra faceva la
stessa cosa. D’altra parte D’alema
quando era presidente del
consiglio cosa ha fatto in Serbia? E
Prodi non era d’accordo con la costruzione
della base americana di
Vicenza? Così come, pur essendo
di sinistra, io ero d’accordo anche
sul trattato che l’Italia ha fatto
con la Libia di Gheddafi. Certo
Berlusconi ha un po’ esagerato coi
baciamano, con tutto quel circo
della tenda montata a villa Pamphili,
però fino a quando Gheddafi
è un capo di stato, deve essere rispettato.
oggettivamente, noi siamo
dipendenti dalla Libia che ci
da il gas.
Io sono di sinistra, però il gas non è
mica di sinistra o di destra, io sono
di sinistra, però me lo faccio pure
io un uovo al tegamino e c’ho bisogno
del gas… non dico: mi mangio
l’uovo crudo per non consumare
il gas di Gheddafi! Per non
parlare del problema dell’immigrazione!
Io sono di sinistra, però da quando
s’è firmato l’accordo con Gheddafi
gli extracomunitari hanno
smesso di sbarcare in Italia.
Gheddafi è un dittatore, ma c’ha
risolto un problema. Te ne freghi
che al meccanico gli puzzano le
ascelle… se ti ripara il motore…
Io sono di sinistra, però non sono
contento che questo paese viene
invaso dagli africani e pure dalle
africane… e quando la sera torno
a casa, sulla via Palmiro Togliatti è
pieno di prostitute col culo di fuori.
Io sono di sinistra, però non mi
piace che mio figlio vede questo
spettacolo se poi mio figlio si va a
scaricare i film zozzi da Internet…
è libero di farlo, ma non sono io il
responsabile .
Io sono di sinistra, però i benpensanti
che se la prendono coi politici
che fanno i festini con le
escor t… poi difendono quelle
zozzone in mezzo alla strada.
Io sono di sinistra, però almeno le
escort non mostrano il culo a tutti
quelli che passano sulla Salaria,
ma solo a chi paga, poi sono presentabili
e te le puoi portare dietro
pure ad una cena importante con
qualche capo di stato straniero.
Io sono di sinistra e ovviamente
non ci credo che quello davvero
pensava che era la nipote di Mubarak.
Io sono di sinistra, però battere
sempre il tasto sull’età di quella
Ruby mi sembra una carta perdente.
E se c’aveva 18 anni invece
di 17? Che cambiava? il problema
è il numero di candeline che c’aveva
sulla torta?
Io sono di sinistra, però anche
Montanelli, che era un grande
giornalista… pure se non era di sinistra,
quando stava in Africa a
fare la guerra s’è sposato una ragazzina
di 12 anni, se l’è comprata
per 500 lire perché le africane
a quell’età sono già donne. A 17
anni sta già in menopausa! E’ una
questione di razza, le africane sviluppano
prima. Pure mio cugino
c’ha un coker e a 2 anni l’ha fatto
accoppiare, ma mica lo denuncio
perché è un pedofilo. Il coker a
due anni ha già sviluppato. Certo,
mio cugino l’ha fatto accoppiare
con un altro coker, mica con un
vecchio di 70anni, però tanto di
cappello a uno che a quell’età ancora
ci riesce.
Io sono di sinistra, però non mi
vergogno a dire che Berlusconi è
un politico con le palle.
Io sono di sinistra, però Andreotti
pure se c’ha avuto il processo per
mafia… c’aveva tutto un altro
spessore, un’altra ironia.
Io sono di sinistra, però Mussolini
era un uomo per bene. lo diceva
pure mia nonna che era di sinistra
come me.
Noi di sinistra non siamo dogmatici.
Prima eravamo comunisti,
adesso siamo capitalisti. Prima
eravamo libertari, ora siamo liberisti.
Prima eravamo internazionalisti,
ora siamo patrioti, andiamo
in giro col tricolore, ma che
altro dobbiamo fare?
Io sono di sinistra, però se qualcuno
dice che rinnegando le nostre
convinzioni di fatto siamo diventati
di destra, io neanche lo sto ad
ascoltare.
Io sono di sinistra, però me ne frego.
Ascanio Celestini – monologo andato in onda a “Parla con me” su Rai3, giovedì 24 marzo.
Il Fatto Quotidiano, 26.marzo 2011.

giovedì 26 luglio 2012

E' colmabile il gap tra scienza e politica?

Il tema è ambiente e salute.
Dalla definizione di scienza post-moderna alle normative europee, abbiamo una abbondante letteratura che dimostra come il paradigma scientifico nel campo ambientale sia mutato, poiché chiamato ad includere nei processi di produzione e soprattutto di uso delle evidenze scientifiche i cosiddetti "stakeholder", cioè i portatori di interesse a qualsiasi titolo.
Quando si parla di pressioni ambientali, in altri termini dei suoi impatti positivi o negativi sulla vivibilità del pianeta e sul benessere dell'essere umano, questo paradigma sembra diventare ontologico, fondante, imprescindibile. L'epidemilogia ne è il più lampante esempio.

Produrre una conoscenza scientifica che, dunque, si ponga alla base delle politiche pubbliche, o meglio massimizzare la traduzione delle evidenze della scienza in decisioni è il fulcro di un diffuso interesse e dibattito accademico, politico, pubblico, sociale.

Di seguito alcuni spunti di discussione in merito alle possibilità o alle opportunità per colmare il gap tra scienza e politica o, meglio, per costruire un ponte tra questi due mondi.

- Comunicare la scienza: istruzioni per l'uso.
Il trasferimento di conoscenze in ambiente e salute
Colmare il gap tra scienza e politica

Buona lettura!