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lunedì 26 maggio 2014

Carosino, comune inferiore

http://elezioni.interno.it/comunali/scrutini/20140525/G160780020.htm

venerdì 23 maggio 2014

ADDIO CAROSINO | Di solito fango e di elezioni europee

Mi aspettavo, certo, di ritrovarmi di fronte a fango e fanghiglia alle porte della tornata elettorale amministrativa del 2014 a Carosino, ma non pensavo che mi avrebbe toccata tanto da vicino per temi e persone coinvolte.
La mortificazione, tuttavia, è durata poco, forse per la distanza, forse perché ho potuto discuterne con persone serene, sicure e mature, forse perché mi preoccupa molto la situazione del mio Paese (quello con la P maiuscola) tanto da mettere in ombra la preoccupazione per il paesello (quello con la p minuscola).
Ma il fango c'entra un po' dappertutto.
Berlusconi che fa campagna per le europee parlando di pensioni. Ma che c'entra?!
Renzi che fa marketing ma che ...boh
Grillo non lo capisco perché urla troppo.
Che resta?
In Italia, mi sembra ancora poco.
Ma poiché si tratta di Europa, mi guardo intorno.
Un'alternativa forse c'è, ma possibile che debba ancora scegliere il meno-peggio?

Sul sito del 'L'altra Europa' si legge una cosa condivisibile:
Noi vogliamo cambiare l’Europa, e metterla al servizio dei cittadini, e non delle banche. Per uscire dalla crisi serve una svolta radicale, che metta prima le persone.
Noi sosteniamo Alexis Tsipras, un leader del cambiamento. Abbiamo alleati in tutta Europa: forze di sinistra, movimenti, cittadini che lottano con noi.

 Ma i movimenti di Taranto, i cittadini tarantini in quella lista non son più rappresentati, questo me lo ricordo bene per la polemica che c'è stata tra un Michele Serra quanto mai superficiale e una Antonia Battaglia quanto mai coerente (e idealista?). Io non me lo dimentico. Non dimentico che a rappresentarmi sarebbe ancora SEL con tutte le sue ombre enormi e pesanti e intollerabili.
E nemmeno mi passa inosservata la presenza di Franco Arminio che noi Carosinesi ben conosciamo (chissà se se n'è accorto qualcuno oltre a chi ha organizzato e partecipato alla Rassegna di Poesia carosinese...). Il paesologo che ci ha definiti paesologi ma che poi sembra sempre così arrogante, preso da sè, distante. Non dimentico la sua assenza di risposta alle mie email, figuriamoci se credo che mi ascoli quando e se sarà eletto al parlamento europeo, maddai!

Eppure questo "altro" programma è l'unico che mi convince, che è abbastanza ideale e "radicale" (nel senso pure delle radici e dell'agricoltura) da parlarmi dritta al cuore. Anche se non è ben chiaro né il come né la fattibilità/sostenibilità....

Un'altra, ennesima divisione intestina.


Io mi interrogo su questo... e a Carosino c'è qualche personaggio dalla grande esperienza che si è costruito grandi giardini che si contende 10 centrimentri di orto per continuare a coltivarci i proprii interessi a colpi di palle fangose?!
Mi viene solo voglia di abbassare il capo e sospirare... e di cambiare una volta per tutte residenza. Tanto il resto io non mi sento in grado di cambiarlo. Almeno a Carosino.

sabato 15 marzo 2014

Risposta di Michele Riondino al giornalista Michele Serra | Antonia Battaglia, Taranto, Ilva

Devo essere onesta: da Tarantina (fuorisede) non mi sono mai avvicinata abbastanza ai "Cittadini e Lavoratori liberi e pensanti" di Taranto. In parte perché credevo di avere divergenze di pensiero, più che di modi, di approccio alle verità e alle incertezze scientifiche, più che di approccio al manifestare. Ma questo credo dipenda dal fatto che viviamo contesti diversi: io quello della ricerca, loro quello del danno diretto (i cosiddetti e veri stakeholders).
Nonostante non mi senta la persona più adatta per i motivi sopra, sento il dovere di condividere questa lettera di Michele Riondino, tarantino anche lui, in risposta all'Amaca di Michele Serra, apparsa su La Repubblica del 12-03-2014. Non entro nel merito della questione, ma mi ha fatto male la banalizzazione terribile e ingiustificabile delle motivazioni di Antonia Battaglia nelle righe di Michele Serra, al netto del condividerle o no.
Leggete prima la lettera, poi l'Amaca che allego sotto.
A me è salita una rabbia incredibile, e una delusione pantagruelica.

Gentile Michele Serra, sono anni che la seguo. Mi piace il suo modo di scrivere, la sua ironia, il sarcasmo che spesso usa per descrivere paradossi e contraddizioni; ammiro molto la sua capacità di ridurre in pochissime battute ciò che pensa delle tragicommedie italiane. Consideri che la sua "amaca" è il primo pezzo de La Repubblica che leggo ogni giorno, da diversi anni a questa parte. Non posso fare a meno di notare tuttavia quanto poco lei sappia della questione ambientale a Taranto, e Il 3 (o forse il 4) agosto di due anni fa ne ebbi la prima conferma. Nell' "amaca" di quel giorno lei sosteneva che un gruppo di facinorosi ultrà aveva interrotto in modo violento e antidemocratico un comizio dei sindacati che, riunitisi in piazza della Vittoria, intendevano parlare ai lavoratori; quegli stessi lavoratori che stavano vivendo i primi momenti di tensione tra la dirigenza Ilva e la Procura di Taranto. Disse che non si poteva dar credito ad un gruppo di violenti che intendevano imporre la propria voce su quella di chi, per statuto, era delegato a parlare. Gentilissimo Signor Serra, lei ignorava che tra quei facinorosi c'erano liberi cittadini, studenti, medici, malati e anche operai. Si fece ingannare dai loro modi, perché evidentemente non sapeva che una delegazione di quei cittadini e lavoratori liberi e pensanti aveva chiesto in maniera del tutto democratica di poter parlare da quel palco. Quei "facinorosi" volevano confrontarsi con le tre sigle sindacali che, nel corso degli anni, nulla avevano fatto per difendere i loro diritti: come risposta ottennero un categorico rifiuto. L'occupazione di quella piazza fu un atto spontaneo e, se permette, anche dovuto; non ci fu violenza e i segretari confederali preferirono la fuga al confronto.
Da allora, quei cittadini e quei lavoratori hanno cominciato un percorso di lotta non violento che chiaramente non è stato mai preso sul serio; ma si sa: in Italia se non volano sanpietrini o molotov, se non si provoca nessuna carica della polizia, è difficile che qualcuno si impegni a dar voce al dissenso. Oggi, leggendo la sua "amaca" (questa volta non più come primo pezzo della giornata), scopro che lei poco sa anche di Antonia Battaglia, donna tarantina impegnata in politica e nella difesa dei diritti fondamentali, quelli legati all'esistenza e alla possibilità di respirare aria invece che diossina. Lei le dà della ottusa pacifista e le addossa la responsabilità di frantumare quel poco di sinistra che è rimasto nel Paese e nel nascente movimento europeo di Tsipras. Ci tengo a farle notare che gli atti della signora Battaglia seguono esclusivamente la logica della coerenza; questa donna, infatti, rappresenta una collettività che proprio nel suo impegno politico ripone le ultime speranze. È, fuori d'ogni dubbio, impossibile, come la stessa Battaglia afferma, sedersi accanto a chi fino ad oggi ha rifiutato ogni tipo di responsabilità nella questione ambientale a Taranto; a chi ha deriso un giornalista che, nell'esercizio della sua funzione, si è visto strappare di mano il microfono da un alto dirigente Ilva; a chi non ha minimamente provato vergogna e, al contrario, ha sentito il bisogno di alzare la cornetta del telefono per congratularsi con l'autore di un gesto del genere, quello sì antidemocratico. Quello che lei rimprovera alla signora Antonia Battaglia è per me e per i miei concittadini solo ed esclusivamente motivo di orgoglio; Antonia sa che prima di tutto deve rendere conto al popolo che rappresenta, sa di credere nel proprio lavoro; e nella propria ferma volontà di risolvere un dramma che fa registrare giorno dopo giorno nuovi casi di tumori e leucemie. Chiudo questo breve appunto invitandola a visitare la mia città, magari il primo maggio "festa" dei lavoratori.
Michele Riondino
cittadino e lavoratore libero e pensante

www.peacelink.it



Il pezzo di Michele Serra è questo:

L’AMACA di Michele Serra, da Repubblica, 12 marzo 2014
La Lista Tsipras pareva una decente idea per chi crede che la sola alternativa all’Europa prigioniera della contabilità sia un’Europa sociale e solidale. Non si era tenuto conto (almeno qui in Italia) della inesausta litigiosità di quella nebulosa pulviscolare di partitini, movimentini, associazioncine, pensatrici e pensatori single che compongono la sedicente “area dell’alternativa”. Una signora pugliese (portavoce di un imprecisato numero di “associazioni pacifiste”, si spera d’accordo tra loro) si è molto adirata per la presenza in lista di altri pugliesi a lei sgraditi, appartenenti a Sel.
Con tutto il rispetto per la Puglia e per i suoi trulli, la disputa non appare esattamente di respiro europeo. Ma fare ripiombare nel minuscolo, nella bega personale, nella gomitata al vicino di posto ogni questione di qualche respiro e di qualche nobiltà; e ridurla, dunque, a una stizzita contesa tra una manciata di persone; questa è, da sempre, la vera specialità della sinistra, e in modo speciale della sinistra “antagonista” o “alternativa”, da generazioni divisa in fazioni e vicefazioni la cui epifania consiste nell’azzannarsi vicendevolmente a morte. La delegazione pugliese chiederà funerali separati. 

Sarà casuale il ricorso ad espressioni come " nebulosa pulviscolare" oppure di parole come " respiro" nel pezzo di Serra? Forse starò esagerando, ma a me pare anche di leggerci un'altra provocazione, più velata e drammaticamente mostruosa, di quella che ci spiattella in faccia lungo l'intero pezzo... Una provocazione nata non dalla mancanza di conoscenza o consapevolezza del caso Taranto-Ilva, ma da una cosciente valutazione (sottovalutazione).

Altre fonti: http://temi.repubblica.it/micromega-online/una-polemica-tra-michele-serra-e-antonia-battaglia/

venerdì 17 agosto 2012

Io sono di sinistra, però... | lLVA Vendola e SEL

Uomini e donne del SEL di Taranto, soprattutto giovani adulti, seduti ai primi posti ad assistere allo spettacolo di Ascanio Celestini [Taranto, Palafiom, 10 agosto 2012].
Io non ero distante da loro. Quanto hanno riso dell'ironia di Celestini: pungente, tagliante, esplosiva.
Dei "discorsi alla Nazione" da parte di immaginari e manco tanto presidenti e dittatori, mi ha colpita il discorso di uno dei cittadini-sudditi, quello di sinistra (testo e link in calce). Come sempre dritto al punto, critico, incisivo e VERO.
Soprattutto nella chiusa, in quel "me ne frego" finale che incarna tutto quello che una persona di sinistra non dovrebbe essere, il contrario di un interessarsi che dovrebbe caratterizzare proprio il pensiero di sinistra.
Un discorso di una verità tanto oggettiva che oggi, a pochi giorni da quello spettacolo, le parole del leader, il capo, quello che sta in testa, il pensiero e la strategia, la guida di SEL, che ricordo significa SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA', ha affermato che pensare di fermare l'ILVA di Taranto non è da progressisti e che è impensabile impossibile e controproducente sostenere una soluzione del genere.
Se una parte del discorso è condivisibile, laddove Vendola parla dei rischi di non avviare mai le bonifiche dopo la dismissione, come peraltro è accaduto a Massa, tuttavia è soprendente leggere affermazioni quali:
"Mi rendo conto che è forte il tuono che rimbomba ed evoca patologie come il cancro e la morte, ma ci sono gli strumenti per spostare in avanti il conflitto tra industria e ambiente che si è aperto a Taranto.
e ancora 
"La domanda che faccio ai tanti che in questi giorni sentenziano sull’Ilva è soltanto una: ma davvero pensate che si possa chiudere il più grande polo della chimica? È progressista che l’Italia dismetta alcune sue antiche e robuste tradizioni produttive? È legittimo pensarlo ma io non sono d’accordo. (...) non è che le diossine e le polveri sottili sono specialità pugliesi"
Bene, Nichi Vendola con queste parole mi pare cominci ad incarnare quell'uomo di sinistra che parla con la voce di Celestini... e con Nichi, che è leader, anche il suo SEL, o meglio quella parte di SEL di chi non ha coraggio voglia forza di pensare diversamente.
Allora riprendendo il monologo di Celestini, mi vien da pensare alla persona di sinistra che dice:
"Io sono di sinistra, però non è che puoi fermare un'industria solo perché inquina e perché questo inquinamento provoca qualche malattia o morte. 'Che poi tutti dobbiamo morire. Anzi, questi si prendono la ricchezza prodotta dall'industria. Io li ho visti con le auto sportive e le scarpe di marca. Se non c'era l'ILVA non se le sarebbero mai potute permettere. Mica è poco.
Io sono di sinistra, però l'acciaio da qualche parte si dovrà pure produrre: mica un Paese intero si può fermare perché muore qualche centinaio di persone a Taranto. 'Che poi, ma dov'è Taranto? Esiste?
Io sono di sinistra, però alla fine non sono coglione! Cioè a me chi dà la certezza che quel cancro ai polmoni l'abbia provocato l'ILVA oppure, che ne so, quel vizietto di fumare sigarette? 'Che poi si sa, è tutto casuale, mica puoi incolpare l'ILVA se tuo figlio ha l'asma, che c'entra!
Io sono di sinistra, però mica ci credo a questa cosa dell'epigenetica, dell'epidemiologia, della salute che dipende dall'ambiente! Ma quando mai?! Io sono di sinistra ma non sono coglione! Lo so che si tratta solo di probabilità, non è una scienza esatta per cui non vale niente.
Io sono di sinistra, però sono d'accordo con il Ministro dell'Ambiente quando fa il Ministro dell'Industria. Ragazzi, siamo in crisi, mica ci possiamo permettere il lusso di pensare all'ambiente!
Io sono di sinitra, però di Taranto me ne frego. Cioè, voglio dire, c'è tutta un'Italia... chissenefrega di Taranto, mica ci possiamo rimettere tutti...
"
Ascanio Celestini- Io sono di sinistra - Parla con me 24-03-2011 
Io sono di sinistra. In 150 anni di
storia di questo paese c’è stato
un regime monarchico, un regime
fascista, un regime democristiano
e poi un regime berlusconiano.
Taluni osservatori sostengono che
questa egemonia non dipende
dal consenso che ottiene la destra,
ma dal fatto che la sinistra
non riesce ad esprimere un vero
dissenso. E questo perché la gente
di sinistra, alla fine, la pensa
come Berlusconi e Andreotti,
Mussolini e i Savoia. Io non sono
d’accordo. Nel senso che io sono
di sinistra, però non penso che ci
debba essere questo aut aut, cioè
se sei di destra devi dire cose di
destra se sei di sinistra devi dire
cose di sinistra. Per esempio io sono
di sinistra, sono andato in piazza
per difendere la costituzione e
lo so che nella costituzione c’è
scritto che l’italia ripudia la guerra
.
Io sono di sinistra, però se tutto il
mondo si muove contro Gheddafi
mi pare giusto che lo facciamo pure
noi e sono sicuro che se al governo
ci stava la sinistra faceva la
stessa cosa. D’altra parte D’alema
quando era presidente del
consiglio cosa ha fatto in Serbia? E
Prodi non era d’accordo con la costruzione
della base americana di
Vicenza? Così come, pur essendo
di sinistra, io ero d’accordo anche
sul trattato che l’Italia ha fatto
con la Libia di Gheddafi. Certo
Berlusconi ha un po’ esagerato coi
baciamano, con tutto quel circo
della tenda montata a villa Pamphili,
però fino a quando Gheddafi
è un capo di stato, deve essere rispettato.
oggettivamente, noi siamo
dipendenti dalla Libia che ci
da il gas.
Io sono di sinistra, però il gas non è
mica di sinistra o di destra, io sono
di sinistra, però me lo faccio pure
io un uovo al tegamino e c’ho bisogno
del gas… non dico: mi mangio
l’uovo crudo per non consumare
il gas di Gheddafi! Per non
parlare del problema dell’immigrazione!
Io sono di sinistra, però da quando
s’è firmato l’accordo con Gheddafi
gli extracomunitari hanno
smesso di sbarcare in Italia.
Gheddafi è un dittatore, ma c’ha
risolto un problema. Te ne freghi
che al meccanico gli puzzano le
ascelle… se ti ripara il motore…
Io sono di sinistra, però non sono
contento che questo paese viene
invaso dagli africani e pure dalle
africane… e quando la sera torno
a casa, sulla via Palmiro Togliatti è
pieno di prostitute col culo di fuori.
Io sono di sinistra, però non mi
piace che mio figlio vede questo
spettacolo se poi mio figlio si va a
scaricare i film zozzi da Internet…
è libero di farlo, ma non sono io il
responsabile .
Io sono di sinistra, però i benpensanti
che se la prendono coi politici
che fanno i festini con le
escor t… poi difendono quelle
zozzone in mezzo alla strada.
Io sono di sinistra, però almeno le
escort non mostrano il culo a tutti
quelli che passano sulla Salaria,
ma solo a chi paga, poi sono presentabili
e te le puoi portare dietro
pure ad una cena importante con
qualche capo di stato straniero.
Io sono di sinistra e ovviamente
non ci credo che quello davvero
pensava che era la nipote di Mubarak.
Io sono di sinistra, però battere
sempre il tasto sull’età di quella
Ruby mi sembra una carta perdente.
E se c’aveva 18 anni invece
di 17? Che cambiava? il problema
è il numero di candeline che c’aveva
sulla torta?
Io sono di sinistra, però anche
Montanelli, che era un grande
giornalista… pure se non era di sinistra,
quando stava in Africa a
fare la guerra s’è sposato una ragazzina
di 12 anni, se l’è comprata
per 500 lire perché le africane
a quell’età sono già donne. A 17
anni sta già in menopausa! E’ una
questione di razza, le africane sviluppano
prima. Pure mio cugino
c’ha un coker e a 2 anni l’ha fatto
accoppiare, ma mica lo denuncio
perché è un pedofilo. Il coker a
due anni ha già sviluppato. Certo,
mio cugino l’ha fatto accoppiare
con un altro coker, mica con un
vecchio di 70anni, però tanto di
cappello a uno che a quell’età ancora
ci riesce.
Io sono di sinistra, però non mi
vergogno a dire che Berlusconi è
un politico con le palle.
Io sono di sinistra, però Andreotti
pure se c’ha avuto il processo per
mafia… c’aveva tutto un altro
spessore, un’altra ironia.
Io sono di sinistra, però Mussolini
era un uomo per bene. lo diceva
pure mia nonna che era di sinistra
come me.
Noi di sinistra non siamo dogmatici.
Prima eravamo comunisti,
adesso siamo capitalisti. Prima
eravamo libertari, ora siamo liberisti.
Prima eravamo internazionalisti,
ora siamo patrioti, andiamo
in giro col tricolore, ma che
altro dobbiamo fare?
Io sono di sinistra, però se qualcuno
dice che rinnegando le nostre
convinzioni di fatto siamo diventati
di destra, io neanche lo sto ad
ascoltare.
Io sono di sinistra, però me ne frego.
Ascanio Celestini – monologo andato in onda a “Parla con me” su Rai3, giovedì 24 marzo.
Il Fatto Quotidiano, 26.marzo 2011.

lunedì 14 novembre 2011

Il SEL, Monti e le "minoranze"

Premetto e ricordo che Sinistra Ecologia e Libertà, oggi data all'8% nelle proiezioni di voto, con un calo dello 0.2% *,  non ha rappresentanti in Parlamento. Tuttavia il partito si è espresso ugualmente dando il suo appoggio al Governo Monti ma ponendo delle condizioni.
Verrebbe da sorridere, giacché la forza negoziale di SEL, viste le premesse, è evidentemente molto bassa, se non aprisse a delle importanti riflessioni sulla capacità giustamente richiesta ad un Governo, e in questo caso all'attuale Governo Monti, di comunicare con le "minoranze" (in questo caso in termini di voti e rappresentanze nelle Istituzioni centrali), di integrare tra le proprie preoccupazioni anche le "loro" e di comprendere l'importanza di cercare delle soluzioni condivise.

Ma vediamo come e se vengono intercettate le istanze dei piccoli gruppi, delle voci senza megafoni, delle parole senza grandi testate giornalistiche alle spalle. E poi traiamone spunto per nuove riflessioni, facciamoci domande: Monti ascolterà l'Italia, tutta? o solo l'Europa? Il bene del Belpaese coincide con quello dell'Europa? o con quello che l'Europa pensa sia il nostro bene? Un Governo tecnico di "europeisti" sa quello che è meglio per l'Italia? Mentre i nostri politici no?! ...facciamoci delle domande...


10 novembre 2011                                    
SEL: MONTI A 4 CONDIZIONI **
Sinistra ecologia e libertà, messa anche sotto pressione del Pd, non ha chiuso a un'ipotesi di esecutivo a guida Monti, ma ha messo nero su bianco quattro paletti precisi.
Primonessuna «ipoteca berlusconiana» sui nomi.
Secondo, una patrimoniale.
Terzotempi brevi che preludano, ed è la quarta condizione, a elezioni presto.

14 novembre 2011                                    
DIRETTA NO-STOP ***
Il professore in conferenza stampa: "Governo aperto alla politica ma capirei il rifiuto".
E LA PRIMA CONDIZIONE MI SEMBRA GIA' IN BILICO.
"Conclusione naturale sarà nel 2013".
E LE CONDIZIONI TERZA E QUARTA CROLLANO.
Vedremo come si evolverà la situazione nei prossimi giorni...

27 novembre 2011                                   
E con la patrimoniale "leggera"****, ovvero una finta patrimoniale, potremmo dire integrata "LEGGERMENTE" (o fintamente?) la SECONDA DELLE CONDIZIONI del SEL.





Roma - Fine della manifestazione di SEL "Ora tocca a noi"
01 Ottobre 2011 © Sabina De Rosis



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* Fonte: TG La7
** http://www.unita.it/italia/monti-i-si-e-i-no-dei-partiti-di-opposizione-scheda-1.351080
*** http://www.repubblica.it/politica/2011/11/14/dirette/monti_al_via_le_consultazioni_i_mercati_finanziari_asiatici_festeggiano_il_premier_incaricato-24969649/?ref=HREA-1
**** http://www.corriere.it/economia/11_novembre_25/sensini-autority-conti-pubblici_b281dd7a-172e-11e1-8448-ba9de42f6fce.shtml



domenica 26 giugno 2011

Il dire e il fare - I congresso S(e)L Carosino

Con le parole di Gramsci*, qualche giorno fa, Massimiliano Bruno Cinque ha aperto la sua mozione durante il congresso del S(e)L di Carosino, il primo, quello per la decisione sulla segreteria dello stesso.
[...] Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”
Chiamare in causa, la propria causa, un politico, pensatore, partigiano come Gramsci ha un peso. Ha un valore.
Queste parole hanno un valore.
Un valore indisponibile che esprimono, in sintesi, delle riflessioni profonde e spesso difficili, un pensiero che ha attraversato e guidato non solo la vita e le scelte di Gramsci, ma anche la storia della sinistra dell'Italia.
Sono parole pregne di senso, che significano essere in un certo modo e agire di conseguenza.

Le parole sono importanti, come urlava Nanni Moretti.
Non possono essere pronunciate come se fosse niente, come se non avessero conseguenze.
In questo caso, le conseguenze sono la necessità che si traducano in azioni.

Auguro al nuovo coordinatore del S(e)L di Carosino, che le ha scelte per presentarsi, di non essere indifferente e di combattere l'indifferenza, di stare da una parte e di difenderla da chi si muove come ammorbante zanzara su acque melmose, di avere cioè il coraggio di PARTEGGIARE come la sezione di Carosino non ha saputo fare dalla sua nascita fino ad ora.

Parteggiare e prendere le distanze da chi non parteggia:
  • aborrire quelle alleanze disgustose con partiti che non parteggiano, che si dicono centristi al solo scopo di potersi muovere a destra e a sinistra a seconda delle opportunità del momento, che rinnegano se stessi e i loro valori di fondo (semmai ne hanno) per adattarsi alla circostanza più conveniente al momento, che non seguono le linee programmatiche del loro partito quando queste non si adattano alle alleanze strategiche temporanee, che se ne fregano degli elementi distintivi, identitarii che dovrebbero caratterizzarli, che forse nemmeno ce l'hanno una identità precisa e, per questo, spesso raccolgono persone opportuniste che fanno della politica un lavoro, un'opportunità di carriera, una comoda strada per soddisfare i proprii interessi personali;
  • aborrire quelle persone degli altri partiti alleati o del proprio partito che, allo stesso modo, non parteggiano, non sanno parteggiare o non vogliono parteggiare, che cioè non si fanno guidare da una idea o ideale definiti, da valori precisi, da un ontologico dirsi e quindi fare, che non si votano al prossimo, al benessere collettivo, all'interesse della cittadinanza ma al proprio, cambiando partito, sigla, parte pur di non perdere i proprii privilegi.
  • odiare chi non parteggia, cioè disprezzare profondamente quel modo di fare politica che non sia chiaramente da una parte, che non sia interessata al bene delle persone, che sia indifferente e apprezzare, piuttosto, un modo di far politica che si lascia coinvolgere nella cosa pubblica, che ritiene la cosa pubblica di tutti, non dei "potenti", che s'interessa, che ascolta, che combatte, che non scende a compromessi.

Auguro al nuovo segretario dell'appena-nata, e già anacronistica, S(e)L di Carosino di avere la forza e il coraggio delle parole. Le ha già pronunciate aprendo la sua mozione: ora deve metterle in pratica.
Vogliamo vederlo parteggiare.
Vogliamo vederlo odiare chi non parteggia.
Vogliamo vedere una politica coerente.
Una politica interessata.
Una politica non indifferente e non asservita agli interessi di pochi.
Una politica di persone coraggiose, coerenti, che ci amano e vogliono e fanno il nostro bene.
Una politica che parla la nostra lingua e che sta dalla nostra parte.
A sinistra.
Libera.
Con un cuore ecologico**...


Una politica degna di rappresentarci.


_________________________________________________________________

*Gramsci, La città futura, 11 febbraio 1917

** Quando lo avrà forse toglierò le parentesi che rinchiudono e minuscolizzano la "e" nella sigla del partito a Carosino.

giovedì 5 maggio 2011

I frutti buoni della malerba

Ieri una persona legata alla sezione di Carosino di Sinistra Ecologia e Libertà ha rivelato ad un mio stretto congiunto che forse il mio attacco è così strenuo e costante perché nel suo gruppo vi è un uomo che ho amato.

L’interlocutore ha risposto, conoscendomi bene, che io mi sento sempre libera di esprimere il mio dissenso davanti a quello che proprio non va, allo scopo di contribuire alla sua evoluzione e indipendentemente dagli individui coinvolti.


Questo è il punto.
L’amore.

Il mio congiunto ha saputo in poche parole rispondere al meglio a quella che è un’ipotesi che può togliere forza, legittimazione e valore ad un impegno, seppur piccolo, per il mio paese.

Un’ipotesi che, naturalmente, avranno elaborato in molti, ma che non trova terreno nei contenuti del mio dire, scrivere, fare: essi sono indisponibili a certi venti di parole, a certe piogge scure, a certi umori pesanti. E dal mio blog è possibile verificarlo.

Le mie parole che suonano come accuse violente sono solo evidenze, non invento nulla, scrivo ciò che è sotto gli occhi di tutti o di cui ho avuto esperienza diretta, tant’è che in molti hanno commentato che “non si tratta di nulla di nuovo”, come se una cosa avesse valore solo nel suo essere originale, come se palesare il volutamente sommerso non avesse valore, come se “mettersi sulla bocca di un paese” semplicemente esprimendosi sia come niente.


Questo è il punto.
L’amore può portare a “mettersi sulla bocca di un paese”?

Sì, l’amore può, l’amore è vasto, l’amore ci supera nelle nostre piccolezza, soprattutto se non si tratta dell’amore per una persona, ma per seimilaseicentocinquantanove persone, per la terra che ha dato a noi tutti il nome e l’origine e l’ossigeno e le possibilità, anche se poche.

E allora forse quella persona che pensava che io fossi mossa da amore si sbagliava ma di poco. Sono mossa da amore ma per il mio paese da un lato, per il progetto di un partito che era in linea con i miei pensieri e da cui finalmente mi sentivo rappresentata dall’altro. Questo amore è quello che invisibilmente unisce molti di noi, ma solo se non viene dopo l’amore per se stessi.

Il mio blog si chiama Singolare e collettivo proprio per questo. La mia pienezza di cittadina si compie nella misura in cui contribuisco alla crescita e al benessere della collettività che poi (sottolineo poi) diventa anche il mio di benessere.


Questo è il punto.
L’amore per gli altri diventa amore per se stessi.

E non viceversa, secondo me. Parliamo di politica e per me la politica è questo: fare il bene della collettività. Se questo passa attraverso la lotta, il sacrificio, il fango, il sentirsi dire alle spalle di tutto, il diventare il capro espiatorio di cose sulle quali non ho alcuna influenza, l’essere letta e interpretata con una punta di malizia, il ricevere “attestati di odio” e avvertimenti, il veder minimizzare il mio impegno riferendolo ad una relazione finita, che sia. Non mi spaventa.


Questo è il punto.
L’amore come questione personale?

L’amore è una questione personale.

L’amore è politica nel momento in cui è rivolta ad un territorio, ad una sua visione futura, alla comunità.

La politica è quindi una questione personale. Una questione personale che va oltre i personalismi, proprio perché etero-diretta: diretta verso l’altro, verso una pluralità, verso qualcosa che ci supera in termini di spazio e tempo. E NON VERSO SE STESSI E I PROPRI INTERESSI.

La forza oppositiva del mio agire è dettata da questo: il fatto che le scelte dei politici abbiano una influenza sulla mia felicità, sulla qualità della mia vita, sulla quotidianità della mia famiglia e dei miei amici, sulle possibilità che la mia terra mi offre, inclusa quella di poter tornare. Il fatto che, proprio per questo, i politici debbano esprimere i miei bisogni e trovarne soluzioni, il fatto che debbano fare i miei interessi e contribuire alle possibilità che avrò nel futuro. Il fatto che, perché questo sia possibile, io senta dentro di me il dovere morale di dire quello che penso, di far emergere le mie esigenze, di esprimere il mio pensiero, di darmi voce, DI FARMI RAPPRESENTARE.


Questo è il punto.
L’amore nei miei confronti.

I politici per fare i miei interessi devono amarmi [me come ogni altr@ Carosinese]. Devono fare il mio bene e per farlo devono conoscermi, ascoltarmi, farsi miei portavoce e non portavoce di se stessi. I politici devono scendere dal loro piedistallo e comprendere che il loro lavoro sta nel mettersi al nostro servizio, migliorare la nostra vita, fare il nostro bene.

Io voglio che sia il SEL a rappresentarmi perché il suo progetto parla di me, mi capisce e mi convince, mi ama.

Io voglio che anche il SEL di Carosino mi ami, che i candidati di SEL Carosino mi amino, voglio che la persona che è andata a parlare con il mio congiunto mi ami…

Ed è per questo che la mia forza contestatrice, polemica e critica si scaglia in misura maggiore verso questo partito: perché voglio che mi rappresenti sempre, che rappresenti il meglio ovunque, soprattutto laddove io vorrei dare il mio contributo. E, ad ora, il SEL di Carosino non mi rappresenta.


Per cui non struggetevi nell’odio per me. Perché io non vi odio.

Per cui non combattetemi con la forza. Perché io so femmna di nerbo.

Per cui non interpretate il mio impegno con superficiali ipotesi. Perché io non sono in superficie. Io sono dentro. Perché quella che sembra malerba può portare frutti buoni.


E che sia con o senza di voi, porterò lo stesso i miei piccoli modesti frutti.
Ma buoni.