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domenica 19 gennaio 2014

Diventare adulti

"adulto che non può vivere da adulto"

Scrissi questo appunto più di un mese fa, pensavo con rabbia a come non sia concesso a noi trentenni di vivere una vita da trentenni, cioè da ADULTI senza rinunciare ad una qualità della vita che ci soddisfi e che sia adeguata all'essere appunto non più studenti, ragazzi, giovanotti.

Stanotte ci ho ripensato.
All'essere adulti, più che al vivere da adulti.

Mi son svegliata alle tre, per un impellente bisogno di fare pipì: forse la pioggia scrosciante e continua degli ultimi giorni, forse i ritmi biologici che si allineano a quelli del gatto, forse la difficile digestione dei piatti a base di cinghiale dell'outdoor aziendale che mi ha costretta a bere litri di acqua imbottigliata, non saprei, ma eccomi nello sforzo immane di liberarmi dai tre strati di piumoni plaid & co. per correre in bagno.
Ma la cosa non fila liscia come si può desiderare nelle ore più buie della notte quando la vescica tiranneggia su ogni funzione vitale (e intellettiva): tiro la cordicella non più elastica che tiene su il pantalone del pigiama di cotone e tratataaaaaaaaaà, si spezza.
Resto immobile qualche decimo di secondo, svegliandomi dal torpore dei sensi e accorgendomi che sono intrappolata nel mio pigiama di hello kitty, maledetta.
Tiro, forzo, strappo, il pigiama non fa resistenza e in pochi attimi é a brandelli sul pavimento del bagno. Lo guardo con aria dispiaciuta mentre lo svuotamento della sacca vescicale mi produce una sensazione piacevole come il principio di un orgasmo o un giramento di testa o qualcosa del genere.

Avevo acquistato quel pigiama da H&M in un centro commerciale a Roma, forse Euroma2. Mi era piaciuto perché in supersaldo a meno di 15€, se la memoria mi accompagna, e perché hello kitty era solo una scusa per un pigiama coi pantaloni a pois. Allora avevo ancora bisogno di pretesti da addurre a me stessa per mentire sul mio egocentrismo e un innato cattivo gusto. Ero all'ultimo anno di università o forse il primo di lavoro, ma il mio senso di responsabilità fortissimo mi tratteneva dallo spendere in modo superfluo o non oculato o non ben ponderato. Avevo tutti i pigiama di mia nonna, morta prematuramente, da usare, chiusi in uno scatolone di cartone ingombrante, sul mobile scuro nel corridoio della casa di Porta Metronia, quella cui si incendiò la lampada nell'ingresso...

Ero già adulta?
No, affatto.


La scorsa notte quel pigiama mi ha lasciata, dopo più di sette anni insieme. Hello kitty è morta. Ora posso indossare il pigiama di lana scintillante della nonna defunta e ascoltare Lou Reed la domenica alle 13:52, saltando il pranzo 'che non ho voglia di cucinare e 'che ho fatto colazione tardi, e rispondendo col vivavoce ai miei genitori che si ostinano a chiamarmi ogni giorno da più di dodici anni ricordando loro che ci siamo sentiti meno di 12 ore prima e che non potevano esserci novità, tant'é che non ce n'erano nemmeno di carattere meteorologico. Ancora pioveva.

Sono adulta?
No, affatto.

Non lo sarò nemmeno quando il mio stipendio mi consentirà di prendere in affitto un modesto bilocale da sola. Non lo sarò nemmeno quando avrò finalmente trovato la mia strada o mi sarò arresa al fatto che, in un contesto storico come questo, qualsiasi strada potrebbe essere la mia... prima che sia troppo tardi e mi ritrovi seppellita sotto quella medesima strada. Non lo sarò ancora per molto...

Mi viene in mente una canzone di De Andrè, ascoltata il giorno in cui son ripartita dalle lunghissime soporifere distruttive vacanze natalizie dai miei. Ad un certo punto, mentre osservavo allo specchio le occhiaie da poco sonno, le parole "passano gli anni, i mesi, e se li conti anche i minuti, è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti" mi riportano alla realtà mia e di una parte cospicua della mia generazione. Certo, qui si parla di crescita dimensionale, fisica, di fanciullezza del corpo che contiene in realtà un adulto... ma in un attimo mi viene in mente un'altra canzone, interpretata da Battiato, e una frase che si è infilata come una spina nei miei giorni "c'é voluto del talento per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti". Esattamente il contrario. Il corpo che va avanti, mentre quella cosa invisibile tra testa, pancia e cuore resta ferma, in una palude stagnante di fanciullesche illusioni o poco più.

Davvero non possiamo vivere da adulti ma ormai lo siamo?
O forse ci copriamo di alibi e scuse, e continuiamo a non crescere?
A credere negli amori strappacapelli [cit. sempre De Andrè, che mi perdoni]?
A ricercare all'infinito qualcosa che esiste solo nella nostra immaginazione di bambini e bambine cresciuti con una certa educazione che pesa sulle nostre scelte e non scelte?
A pensare ad una felicità perfetta come egoistica realizzazione di qualcosa che non sappiamo nemmeno cosa sia?

Nemmeno a farlo apposta durante l'outdoor aziendale ci propinano il video del già letto tanti anni fa e già sentito in tutte le salse L'UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI di Jean Giono. Mentre con la testa ero altrove, rileggevo nei pensieri un sms pesantissimo che mi era giunto da poco, con le palpebre verso l'alto e il colanaso, presa dal tentativo di apparire commossa solo dal film, mi giungono alle orecchie poche parole decisamente illuminanti...

[insomma un post sulla percezione selettiva!!! :-)]

...(al minuto 12:00 circa di questo video ) parole come "immaginare l'avvenire in funzione di se stessi e della ricerca di una qualche forma di propria felicità" paragonate alla dedizione con cui un uomo, da solo, ha cambiato le sorti di un pezzo di Paese e di un certo numero di persone, segnandone per sempre ogni possibilità di presunta felicità.

Io ho deciso da tempo di diventare adulta.
Ora hello kitty è morta.
Forse è arrivato il momento?

Voglio scegliere per me e per il mio Paese.
Voglio essere determinante senza arroganza, facendo quello che posso, al meglio.
Non voglio arrendermi alle difficoltà.
Voglio apprezzare la solitudine, se la vita non mi metterà nessuno accanto.
Voglio apprezzare la compagnia di me stessa e il tempo che mi é stato concesso.
Nemmeno io voglio accontentarmi, ma nemmeno voglio illudermi.
Voglio che la serenità abbia il suo degno posto accanto, sopra, sotto, intorno alla felicità.
Al concetto di felicità.
Voglio curarmi del compito che io darò a me stessa.
Non voglio più lagne.
Voglio dar peso solo alla bellezza. Il resto cercherò, come posso e fin dove arriva lo sguardo, di renderlo bello o di 'vederlo bello'.
E poi la passione. La passione e la gentilezza.
Voglio essere questo tipo di adulto.
E questo adulto sono già.

Un po' quello che si diceva a proposito di speranza e fiducia.
Bisogna avere fiducia in se stessi anzitutto.
Bisogna crederci ed esserne convinti, di potercela fare, di poter dare il proprio contributo.
Di potersi dire adulti.

Addio hello kitty.

martedì 30 aprile 2013

Storia di un... disoccupato... di un bombarolo

Cos'altro dire della storia che, insieme al nuovo-vecchio governo Letta, sta occupando le pagine dei giornali italiani e non?

Triste ridicola drammatica storia di un disoccupato bombarolo...

...la cui mano è stata mossa da motivazioni da disperato "se non del tutto giusto, quasi niente sbagliato".

Riusciamo ad immedesimarci nelle pulsioni che l'hanno mosso, che hanno portato i suoi piedi su un treno, con determinazione eroica e coraggio suicida, che lo hanno portato ad impugnare forse per la prima volta una pistola, con l'intenzione di immolarsi per il Paese e sostituirsi alla finta-rivoluzione-gentile-dei-nuovi-politici-nella-politica, che lo hanno portato a tremare forte e farsi schiacciare dalla tensione fino a fallire, a fargli colpire un padre, a farlo rovinare per terra... con la faccia a terra come un deliquente quale lui non è mai stato fino a quel momento come lui non è mai voluto essere scegliendo la strada più complicata del lavoro anziché della 'ndrangheta che eppure poteva accoglierlo tra i suoi tentacoli, a rendersi ridicolo davanti al Paese di cui si è fatto portavoce e allo stesso tempo carnefice, usandolo come alibi per la propria profonda disperazione.

Riusciamo a dissociarci fortemente, condannando la violenza e non giustificandola per quanto riusciamo a provare la stassa rabbia la stessa pulsione la stessa rabbia, dio la rabbia. Ma la reprimiamo in fondo allo stomaco e finiamo per ascoltare il discorso pseudo-neo-democristiamo di Letta e a desiderare di credere che riuscirà a non farci piangere e disperare fino ad impugnare anche noi un'arma e farla finita.


da Wikipedia
« Quando è uscito "Storia di un impiegato" avrei voluto bruciarlo. Era la prima volta che mi dichiaravo politicamente e so di aver usato un linguaggio troppo oscuro, difficile. L'idea del disco era affascinante. Dare del Sessantotto una lettura poetica, e invece è venuto fuori un disco politico. E ho fatto l'unica cosa che non avrei mai voluto fare: spiegare alla gente come comportarsi. » (Fabrizio De André in un'intervista dalla Domenica del Corriere del gennaio 1974[1].)

martedì 29 gennaio 2013

Estremismi di pensiero

Uno di sinistra che tifa Milan è come un vegetariano con le scarpe di pelle.

giovedì 26 luglio 2012

E' colmabile il gap tra scienza e politica?

Il tema è ambiente e salute.
Dalla definizione di scienza post-moderna alle normative europee, abbiamo una abbondante letteratura che dimostra come il paradigma scientifico nel campo ambientale sia mutato, poiché chiamato ad includere nei processi di produzione e soprattutto di uso delle evidenze scientifiche i cosiddetti "stakeholder", cioè i portatori di interesse a qualsiasi titolo.
Quando si parla di pressioni ambientali, in altri termini dei suoi impatti positivi o negativi sulla vivibilità del pianeta e sul benessere dell'essere umano, questo paradigma sembra diventare ontologico, fondante, imprescindibile. L'epidemilogia ne è il più lampante esempio.

Produrre una conoscenza scientifica che, dunque, si ponga alla base delle politiche pubbliche, o meglio massimizzare la traduzione delle evidenze della scienza in decisioni è il fulcro di un diffuso interesse e dibattito accademico, politico, pubblico, sociale.

Di seguito alcuni spunti di discussione in merito alle possibilità o alle opportunità per colmare il gap tra scienza e politica o, meglio, per costruire un ponte tra questi due mondi.

- Comunicare la scienza: istruzioni per l'uso.
Il trasferimento di conoscenze in ambiente e salute
Colmare il gap tra scienza e politica

Buona lettura!

mercoledì 14 marzo 2012

A Carosino presto una strada e un teatro per le prime 2 delle 100 donne



L'evento era stato preannunciato da un trafiletto sulla Gazzetta del Mezzogiorno di Angelo Occhinegro apparso il 7 marzo... Ci si aspettava un pochino di persone raccolte attorno alla Casa del Cittadino e della Cittadina, ma così non è stato purtroppo.

Presenti tante persone con il cuore, poche con il loro corpo e mi ci metto in mezzo anche io che per lavoro non sono riuscita a partire per raggiungere la mia casa... Ciononostante coloro che eran presenti in carta e ossa, portando i nostri nomi e la nostra proposta collettiva, lo hanno fatto con entusiasmo, forza e slancio.


Eccoli qui mentre illustrano la proposta direttamente a Sindaco, assessori e consiglieri incontrati nel Municipio.

Il gruppo di ragazz* si è raccolto sulle scale del Comune, aspettando un po' che si formasse il piccolo presidio per poter raccogliere altre adesioni e raccontare le storie di alcune delle personalità elencate nella nostra lunga richiesta.
Dopo l'attesa un po' deludente, ma si sa che la partecipazione su questi temi non è quasi mai alta come vorremmo, il gruppo si è spostato all'interno del Municipio per protocollare la richiesta... ma l'ufficio era chiuso!!! Tutti malati.
Qualche istante di disorientato accoramento, ma poi, come anticipato, l'entusiasmo ha vinto: ragazze e ragazzi sono stati gentilmente accolti dal Segretario Comunale prima e poi dal Sindaco e lì "n'ammu fatto nà raggiunata" (cit. Antonio Rodia): hanno ascoltato con interesse l'illustrazione della nostra proposta.
In poco tempo, nella stanza del Sindaco, si son ritrovati assessori e consiglieri che il gruppo è riuscito a contagiare con il suo entusiasmo... Si sono mostrati tutti ben disposti... "Bella questa iniziativa!" "Mi piace"... Così alle vie senza nome o da realizzare, tra le quali c'è la strada di nuova edificazione parallela a via Olimpia, si è aggiunta anche la prossima titolazione del Teatro Comunale di Carosino che ancora non ha un nome.. il nostro caro "Palamunnezza" verrà ribattezzato!!!
In ogni caso, per entrambe queste titolazioni prossime e per quelle che arriveranno, abbiamo avuto la risposta informale che i nomi saranno attinti dal nostro lungo elenco e che cercheranno di coinvolgerci nelle discussioni sulla scelta.
Tutto sommato siamo soddisfatt*!

Speriamo di poter vedere presto nel nostro paesino le prime righe di questa narrazione finalmente declinata anche al femminile.


Confidiamo che l'assicurazione verbale diventi presto targa, nome e storia... e che quant* non sono intervenut* siano venut* comunque a conoscenza del progetto e degli esiti previsti, grazie anche all'articolo di Floriano Cartanì apparso il 10 marzo sul Corriere del Giorno.




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Un grazie particolare a quant* erano presenti! 

lunedì 14 novembre 2011

Il SEL, Monti e le "minoranze"

Premetto e ricordo che Sinistra Ecologia e Libertà, oggi data all'8% nelle proiezioni di voto, con un calo dello 0.2% *,  non ha rappresentanti in Parlamento. Tuttavia il partito si è espresso ugualmente dando il suo appoggio al Governo Monti ma ponendo delle condizioni.
Verrebbe da sorridere, giacché la forza negoziale di SEL, viste le premesse, è evidentemente molto bassa, se non aprisse a delle importanti riflessioni sulla capacità giustamente richiesta ad un Governo, e in questo caso all'attuale Governo Monti, di comunicare con le "minoranze" (in questo caso in termini di voti e rappresentanze nelle Istituzioni centrali), di integrare tra le proprie preoccupazioni anche le "loro" e di comprendere l'importanza di cercare delle soluzioni condivise.

Ma vediamo come e se vengono intercettate le istanze dei piccoli gruppi, delle voci senza megafoni, delle parole senza grandi testate giornalistiche alle spalle. E poi traiamone spunto per nuove riflessioni, facciamoci domande: Monti ascolterà l'Italia, tutta? o solo l'Europa? Il bene del Belpaese coincide con quello dell'Europa? o con quello che l'Europa pensa sia il nostro bene? Un Governo tecnico di "europeisti" sa quello che è meglio per l'Italia? Mentre i nostri politici no?! ...facciamoci delle domande...


10 novembre 2011                                    
SEL: MONTI A 4 CONDIZIONI **
Sinistra ecologia e libertà, messa anche sotto pressione del Pd, non ha chiuso a un'ipotesi di esecutivo a guida Monti, ma ha messo nero su bianco quattro paletti precisi.
Primonessuna «ipoteca berlusconiana» sui nomi.
Secondo, una patrimoniale.
Terzotempi brevi che preludano, ed è la quarta condizione, a elezioni presto.

14 novembre 2011                                    
DIRETTA NO-STOP ***
Il professore in conferenza stampa: "Governo aperto alla politica ma capirei il rifiuto".
E LA PRIMA CONDIZIONE MI SEMBRA GIA' IN BILICO.
"Conclusione naturale sarà nel 2013".
E LE CONDIZIONI TERZA E QUARTA CROLLANO.
Vedremo come si evolverà la situazione nei prossimi giorni...

27 novembre 2011                                   
E con la patrimoniale "leggera"****, ovvero una finta patrimoniale, potremmo dire integrata "LEGGERMENTE" (o fintamente?) la SECONDA DELLE CONDIZIONI del SEL.





Roma - Fine della manifestazione di SEL "Ora tocca a noi"
01 Ottobre 2011 © Sabina De Rosis



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* Fonte: TG La7
** http://www.unita.it/italia/monti-i-si-e-i-no-dei-partiti-di-opposizione-scheda-1.351080
*** http://www.repubblica.it/politica/2011/11/14/dirette/monti_al_via_le_consultazioni_i_mercati_finanziari_asiatici_festeggiano_il_premier_incaricato-24969649/?ref=HREA-1
**** http://www.corriere.it/economia/11_novembre_25/sensini-autority-conti-pubblici_b281dd7a-172e-11e1-8448-ba9de42f6fce.shtml



domenica 13 novembre 2011

OSSIMORI italiani

Illustrazione di aeneastudio  Alcuni diritti riservati
Tenersi stretta la Borsa per salvarsi la vita.



Riaperto il Parlamento della Padania.


Cicchitto: "Su Monti nessun consenso dato al buio, ma atteggiamento costruttivo"

I politici: vogliamo un Governo tecnico. Il tecnico Monti: voglio i politici nel Governo.

Toto Ministri del Governo Monti: il nuovo che avanza!


Berlusconi: "Mettere alle spalle ogni faziosità".

Gelmini: "Benigni dà una cattiva immagine del Paese"

Toto Ministri Governo Monti (anche conosciuto come Governo Italiano): figure di spicco nelle Istituzioni Europee.

Berlusconi: "Liberiamo il Paese dalle incrostazioni ideologiche".

Monti: "Senso di emergenza per affrontare la situazione grave" ..."Ma che bella giornata!".

Governo non politico, governo solo tecnico... scelto dall'Europa.

Bossi: "non ci piace l'ammucchiata".

Napolitano: "Nuovo Capo del Governo Italiano una persona molto stimata in Europa".

Il centro-sinistra festeggia senza sconfiggere lo schieramento vincente (anche conosciuto come maggioranza).

Il rettore della Cattolica ministro della Pubblica Istruzione.

Berlusconi: "atto di responsabilità".

Onorevole Scilipoti.

Il rettore della Bocconi dice "basta ai privilegi!".

Il centro-sinistra festeggia il fatto che Berlusconi lasci, anche se mai sfiduciato.

Napolitano: "Nessun ribaltamento del voto 2008" e in piazza si festeggia.

Agire per il bene del Paese. Attuare quanto chiesto dall'Europa.

SEL dice sì a Governo Monti ma mette condizioni.

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Illustrazione di aeneastudio  Alcuni diritti riservati

lunedì 7 novembre 2011

Come la fisica ci spiega la DINAMICA dei politici italiani | aka #vivalafuga


Di fronte al fenomeno così repentino ed evidente dello spostamento di "CORPI POLITICI" da destra al centro, dal centro a sinistra, da sinistra al centro, che pare scimmiottare il familiare giuoco delle tre carte, si può essere colti da stupore. Può far nascere qualche perplessità l'ACCELERAZIONE improvvisa che questi corpi politici hanno subìto nei loro moti.
Ma la fisica ci aiuta a chiarire ogni dubbio.
La scienza ci corre in soccorso spiegandoci le leggi e i principi che regolano il moto di questi corpi.

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Ecco a voi LA DINAMICA (semplificata)
DELLA POLITICA ITALIANA

I _ Principio di INERZIA
Se NESSUNA FORZA agisce su di essi, i corpi politici restano FERMI o continuano nel loro MOTO RETTILINEO UNIFORME (da destra al centro, dal centro a sinistra, da sinistra al centro e via dicendo).

II _ Principio di CONSERVAZIONE
Un punto materiale (cioè un corpo politico di dimensioni TRASCURABILI rispetto al SISTEMA di riferimento), al quale sia applicata una FORZA, varia la quantità di MOTO in misura PROPORZIONALE alla forza, e lungo la DIREZIONE della stessa.

Da cui la LEGGE di CONSERVAZIONE
La quantità di MOTO di un sistema ISOLATO è COSTANTE nel tempo.

III __ Principio di AZIONE e REAZIONE
 "Ad ogni AZIONE prodotta su un corpo politico corrisponde SEMPRE una REAZIONE su un ALTRO CORPO UGUALE E CONTRARIA, in un SISTEMA INERZIALE"
 [definizione di Newton]

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La fisica spiega chiaramente e senza bisogno di ulteriori commenti, il moto dei politici e le leggi che lo regolano. Attenzione però! Principi e leggi sono validi in un SISTEMA INERZIALE, per il quale è utile spendere due parole illuminanti.

Nel sistema INERZIALE si manifestano SOLO interazioni tra corpi (i POLITICI) dette anche "forze REALI" (la CASTA?).
Le forze APPARENTI, invece, non provenendo dai corpi (i POLITICI) poiché NON sono RECIPROCHE e non sono imputate al sistema di riferimento (INERZIALE). Esse non sono reali solo nel senso che NON SONO ASSOLUTE e NON NEL SENSO DI ININFLUENTI sui corpi (i POLITICI) quando PRESENTI.

La fisica ci spiega il MOTO dei politici e le leggi che lo regolano.
E ci spiega anche, seppur "sottilmente", come MUTARLO.




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Grazie al libro di testo C. Mencuccini, V. Silvestrini, Fisica 1. Napoli, Liguori Editore, 2006 e agli appunti di fisica.
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http://twitter.com/#!/SingolarCollett
http://www.facebook.com/note.php?saved&&note_id=10150446906245086

giovedì 28 luglio 2011

La stupidità deriva dall'avere una risposta per ogni cosa. La saggezza deriva dall'avere, per ogni cosa, una domanda. [Milan Kundera]

"Che vuoi che capiscano quelli?
Quelli là al massimo gli danno fuoco, 'che le cose non se le sanno tenere, non lo capirebbero!"

E pensare che a pronunciare queste parole sono personaggi che fino a ieri facevano parte della stessa massa indistinta di persone che oggi chiamano cittadinanza, popolazione... se non gente o quelli.
Sì, una massa indistinta dalle connotazioni alquanto oscure e negative.
Rozzi e incivili.
Vigliacchi e limitati.
Gente da responsabilizzare ed educare
(quindi irresponsabile e ignorante).
Gente che parla "tanto per".
Gente che non sa.
Gente che non capisce.
Stupidi.

"E che ne vogliono sapere quelli?
Le persone a te dicono una cosa, a me un'altra, tanto per parlare!
La gente ti manda avanti perché è vile.
E poi, che ne capiscono?"

Ah, beh, niente.
Non ne capiamo nulla noi.
Sempre un noi indistinto, fumoso, ma comunque buono a nulla.
Un noi che può essere anche preso in giro, tanto non abbonda in intelligenza.
Un noi da cui, però, emergono delle teste pensanti a volte.
Delle teste partorienti idee.

Mentre le idee vanno carpite, acchiappate, messe sotto-chiave e poi fatte riemergere come proprie in altri momenti, quelli opportuni, ...le teste vanno evitate, ricacciate nel mucchio, perché pericolosamente critiche e brillanti.
Anzi, no.
Pericolose perché piene di pregiudizi, perché non asservite, perché non abituate a difendere ad ogni costo, a farsi ariete, a farsi muro, a farsi avvocato di una classe politica e di amministratori pubblici sorda e lontana, e che appare sempre più piccola e piena di sé.


"Ma che vuoi che ne capiscano loro?"

Ma no, niente, che vuoi che ne capiamo.
Io per prima, per esempio, non capisco molte cose...

Ed è per questo che MI FACCIO MOLTE DOMANDE.

martedì 14 giugno 2011

Il Cambiamento della Rivoluzione Attiva

"Senti che bel vento" firmato PD, affisso accanto agli oltre 27 milioni di GRAZIE di Verdi e IDV: sicuramente il mio stomacuore ha reagito meglio nel secondo caso rispetto al primo, ma devo dire che, nonostante tutto, un rigurgito extra-sistole l'ho avuto comunque.

Ho letto un vago tentativo di appropiarsi di un risultato, infatti, che lo interpreta come la vittoria di un partito (o la sconfitta di un altro), piuttosto che come la vittoria di Italiani ed Italiane.

Il motivo del rigurgito è proprio qui. E' che, riportando questa situazione nel piccolo, nel quotidiano, quindi nella mia esperienza personale, quello che ho potuto constatare è stato un totale assenteismo dei partiti, di questi gruppi che si dichiarano rappresentanti e portatori di interessi di una piccola o grande collettività, che tanto si sono impegnati nelle loro campagne elettorali per le amministrative di un mese fa, e che sono rimasti nel silenzio quasi più totale nella campagna referendaria locale.

Tutti uniti, stavolta, in un visibilissimo immobilismo che, forse, li ha allontanati ancor di più dalla cittadinanza, soprattutto da quella più attiva, da quella che più di tutti si è impegnata (nelle sue possibilità) a informare e sensibilizzare.

Non parlo come facente parte del Comitato Referendario Carsunese, che ha lavorato benissimo senza sigle e bandiere, ma solo con le persone. Anche quelle afferenti a partiti o liste, ma che si sono impegnate in quanto cittadini/e.


Parlo da cittadina, appunto, che si aspetta e pretende da politici e politicucci che facciano seguire alle loro belle parole dei fatti concreti, che dimostrino il reale interesse per il benessere comune. E come non possono influire su di esso le scelte (o le mancate scelte) cui ci ha chiamati/e il referendum?

E allora, come mai i partiti e i loro esponenti più "influenti" hanno disertato a questo appuntamento con la democrazia? Come mai non abbiamo visto tirapiedi andare in giro casa per casa, riempire la nostra posta reale o virtuale, diventare molesti ed invadenti con saluti e offerte di caffè, link/avatar su facebook e quant'altro la fantasia elettorale sia riuscita a far partorire alle loro testoline?


Forse perché si tratta di esponenti di una politica che non funziona più?

Forse perché si sta affacciando una nuova forma di politica sulle strade, alle finestre, che ha la forma delle suole delle scarpe e il suono di voci che salgono dal basso?

Sì, forse sì.


Una nuova forma di politica che si scrive comunità e suona a leggerla democrazia.


[parafrasando la canzone del comitato di Jacopo e Fausto]

Che parla con la voce di ragazze che lavorano fino a tardi ma non sono stanche quando devono dare il loro contributo.

Che parla la lingua di chi chiede a lavoro ore di ferie per poter partecipare ogni giorno alle attività del comitato.

Che parla i sorrisi di chi non si fa prendere dall'ansia degli esami quando pedala anziché studiare.

Che parla le mani di chi prepara dolci, raccoglie frutta, impasta focacce per restituire le forze al comitato.

Che parla la presenza costante di chi, "influente", ha sostenuto le attività lasciando completa autonomia ma dando altrettanto completa disponibilità.

Che parla le scritte degli striscioni fissate per terra le prime, appesi dove era opportuno i secondi.

Che parla gli applausi delle nonnine alle finestre e nnanz'a casa.

Che parla i kilometri di chi è venuto a suonare per animare l'informazione, di chi non potendo far altrimenti ha seguito in auto pur di esserci, di chi ha viaggiato per partecipare.

Che parla con la bocca di bambini e bambine tra le giostre della villa e le fontanelle sopite del paese.

Che parla le letture notturne e diurne, le email per organizzare, le conversazioni su skype per definire e ri-definire.

Che parla la voce di chi ha dato voce scrivendo, cantando, leggendo, telefonando, microfonando, megafonando.

Che parla i piedi di chi ha camminato, passeggiato, ciclopasseggiato, ballato, salito, arrampicato, sotto al sole alla pioggia al vento e alla luna.

Che parla la serenità di chi viene ammonito o minacciato ma non si spaventa né si arrende.

Che parla con tute nucleari, magliette VOT4 Sì, rime e canzoni e non si fa scoraggiare da un "ma camina!!!".

Che parla il vocabolario della collaborazione, della disponibilità, dell'apertura, della lealtà, della responsabilità e, quindi, della solidarietà.

Che parla la lingua informale, semplice, diretta, spontanea, immediata, vera delle persone, degli individui singoli che, con le loro forze, si sono organizzati in un comitato allegro e determinato.

Che parla l'amore (e sì, ci risiamo!!! :-P) per una causa collettiva, per un paese, per un Paese, per la democrazia partecipata.

Che parla democrazia partecipata.

Che parla democrazia.


Sì.

Forse accade che cittadine e cittadini si stiano riprendendo la politica, quella autentica che significa impegno sociale, tutela dell'interesse generale, collettivo e singolare, sforzo condiviso e solidale, libertà e autonomia da condizionamenti esterni che non si sposano con gli scopi di questa nuova politica: quella della cittadinanza per la cittadinanza.


Si prepari, dunque, ogni esponente della politica old style, perché il Comitato Referendario Carsunese durerà.

Da gruppo è diventato fatto sociale, da energia a forza.

Dà il benvenuto a tutti coloro che vogliono partecipare e contribuire davvero alla "cosa/causa pubblica" carosinese.

Si toglie il cappello dell'urgenza democratica referendaria e resta.


Resta Comitato Carsunese.
[doppia C come "Cittadini e Cittadine"]

Resta per fare.

Resta per dare.





Buongiorno alla cittadinanza attiva carsunese!