Visualizzazione post con etichetta italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta italia. Mostra tutti i post

domenica 16 marzo 2014

Il Veneto come la Crimea

Chissà se Obama chiamerà Zaia per scongiurare la crisi che un referendum illegale può portare in tutto il mondo...

domenica 19 gennaio 2014

Diventare adulti

"adulto che non può vivere da adulto"

Scrissi questo appunto più di un mese fa, pensavo con rabbia a come non sia concesso a noi trentenni di vivere una vita da trentenni, cioè da ADULTI senza rinunciare ad una qualità della vita che ci soddisfi e che sia adeguata all'essere appunto non più studenti, ragazzi, giovanotti.

Stanotte ci ho ripensato.
All'essere adulti, più che al vivere da adulti.

Mi son svegliata alle tre, per un impellente bisogno di fare pipì: forse la pioggia scrosciante e continua degli ultimi giorni, forse i ritmi biologici che si allineano a quelli del gatto, forse la difficile digestione dei piatti a base di cinghiale dell'outdoor aziendale che mi ha costretta a bere litri di acqua imbottigliata, non saprei, ma eccomi nello sforzo immane di liberarmi dai tre strati di piumoni plaid & co. per correre in bagno.
Ma la cosa non fila liscia come si può desiderare nelle ore più buie della notte quando la vescica tiranneggia su ogni funzione vitale (e intellettiva): tiro la cordicella non più elastica che tiene su il pantalone del pigiama di cotone e tratataaaaaaaaaà, si spezza.
Resto immobile qualche decimo di secondo, svegliandomi dal torpore dei sensi e accorgendomi che sono intrappolata nel mio pigiama di hello kitty, maledetta.
Tiro, forzo, strappo, il pigiama non fa resistenza e in pochi attimi é a brandelli sul pavimento del bagno. Lo guardo con aria dispiaciuta mentre lo svuotamento della sacca vescicale mi produce una sensazione piacevole come il principio di un orgasmo o un giramento di testa o qualcosa del genere.

Avevo acquistato quel pigiama da H&M in un centro commerciale a Roma, forse Euroma2. Mi era piaciuto perché in supersaldo a meno di 15€, se la memoria mi accompagna, e perché hello kitty era solo una scusa per un pigiama coi pantaloni a pois. Allora avevo ancora bisogno di pretesti da addurre a me stessa per mentire sul mio egocentrismo e un innato cattivo gusto. Ero all'ultimo anno di università o forse il primo di lavoro, ma il mio senso di responsabilità fortissimo mi tratteneva dallo spendere in modo superfluo o non oculato o non ben ponderato. Avevo tutti i pigiama di mia nonna, morta prematuramente, da usare, chiusi in uno scatolone di cartone ingombrante, sul mobile scuro nel corridoio della casa di Porta Metronia, quella cui si incendiò la lampada nell'ingresso...

Ero già adulta?
No, affatto.


La scorsa notte quel pigiama mi ha lasciata, dopo più di sette anni insieme. Hello kitty è morta. Ora posso indossare il pigiama di lana scintillante della nonna defunta e ascoltare Lou Reed la domenica alle 13:52, saltando il pranzo 'che non ho voglia di cucinare e 'che ho fatto colazione tardi, e rispondendo col vivavoce ai miei genitori che si ostinano a chiamarmi ogni giorno da più di dodici anni ricordando loro che ci siamo sentiti meno di 12 ore prima e che non potevano esserci novità, tant'é che non ce n'erano nemmeno di carattere meteorologico. Ancora pioveva.

Sono adulta?
No, affatto.

Non lo sarò nemmeno quando il mio stipendio mi consentirà di prendere in affitto un modesto bilocale da sola. Non lo sarò nemmeno quando avrò finalmente trovato la mia strada o mi sarò arresa al fatto che, in un contesto storico come questo, qualsiasi strada potrebbe essere la mia... prima che sia troppo tardi e mi ritrovi seppellita sotto quella medesima strada. Non lo sarò ancora per molto...

Mi viene in mente una canzone di De Andrè, ascoltata il giorno in cui son ripartita dalle lunghissime soporifere distruttive vacanze natalizie dai miei. Ad un certo punto, mentre osservavo allo specchio le occhiaie da poco sonno, le parole "passano gli anni, i mesi, e se li conti anche i minuti, è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti" mi riportano alla realtà mia e di una parte cospicua della mia generazione. Certo, qui si parla di crescita dimensionale, fisica, di fanciullezza del corpo che contiene in realtà un adulto... ma in un attimo mi viene in mente un'altra canzone, interpretata da Battiato, e una frase che si è infilata come una spina nei miei giorni "c'é voluto del talento per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti". Esattamente il contrario. Il corpo che va avanti, mentre quella cosa invisibile tra testa, pancia e cuore resta ferma, in una palude stagnante di fanciullesche illusioni o poco più.

Davvero non possiamo vivere da adulti ma ormai lo siamo?
O forse ci copriamo di alibi e scuse, e continuiamo a non crescere?
A credere negli amori strappacapelli [cit. sempre De Andrè, che mi perdoni]?
A ricercare all'infinito qualcosa che esiste solo nella nostra immaginazione di bambini e bambine cresciuti con una certa educazione che pesa sulle nostre scelte e non scelte?
A pensare ad una felicità perfetta come egoistica realizzazione di qualcosa che non sappiamo nemmeno cosa sia?

Nemmeno a farlo apposta durante l'outdoor aziendale ci propinano il video del già letto tanti anni fa e già sentito in tutte le salse L'UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI di Jean Giono. Mentre con la testa ero altrove, rileggevo nei pensieri un sms pesantissimo che mi era giunto da poco, con le palpebre verso l'alto e il colanaso, presa dal tentativo di apparire commossa solo dal film, mi giungono alle orecchie poche parole decisamente illuminanti...

[insomma un post sulla percezione selettiva!!! :-)]

...(al minuto 12:00 circa di questo video ) parole come "immaginare l'avvenire in funzione di se stessi e della ricerca di una qualche forma di propria felicità" paragonate alla dedizione con cui un uomo, da solo, ha cambiato le sorti di un pezzo di Paese e di un certo numero di persone, segnandone per sempre ogni possibilità di presunta felicità.

Io ho deciso da tempo di diventare adulta.
Ora hello kitty è morta.
Forse è arrivato il momento?

Voglio scegliere per me e per il mio Paese.
Voglio essere determinante senza arroganza, facendo quello che posso, al meglio.
Non voglio arrendermi alle difficoltà.
Voglio apprezzare la solitudine, se la vita non mi metterà nessuno accanto.
Voglio apprezzare la compagnia di me stessa e il tempo che mi é stato concesso.
Nemmeno io voglio accontentarmi, ma nemmeno voglio illudermi.
Voglio che la serenità abbia il suo degno posto accanto, sopra, sotto, intorno alla felicità.
Al concetto di felicità.
Voglio curarmi del compito che io darò a me stessa.
Non voglio più lagne.
Voglio dar peso solo alla bellezza. Il resto cercherò, come posso e fin dove arriva lo sguardo, di renderlo bello o di 'vederlo bello'.
E poi la passione. La passione e la gentilezza.
Voglio essere questo tipo di adulto.
E questo adulto sono già.

Un po' quello che si diceva a proposito di speranza e fiducia.
Bisogna avere fiducia in se stessi anzitutto.
Bisogna crederci ed esserne convinti, di potercela fare, di poter dare il proprio contributo.
Di potersi dire adulti.

Addio hello kitty.

domenica 4 dicembre 2011

Treni(CentroNord)Italia


Salgo di corsa sulla mia carrozza. Naturalmente ho sbagliato lato. Che fortuna!
Percorro il corridoio tra le due file di posti disposti convivialmente in gruppi da quattro.
Arrivo al mio posto, vicino alla porta opposta della carrozza.
Porta scorrevole con tasto inutile, giacché una magnifica fotocellula la farebbe aprire all'avvicinarsi di ogni mosca, se ci fosse. Ma qui mosche non ce ne sono. Il treno è lindo e ha un odore gradevole. Le sedute ben imbottite sono integre e pulite. Le tappezzerie non sanno di vecchio e polveroso, anzi.
Sul tavolino che divide le coppie di sedili, il mensile di Trenitalia. Scopro che è possibile accedere gratuitamente alla rete wi-fi, "Ma che meraviglia! Peccato che questo treno mi porterà a Firenze in poco più di un'ora e non ho il tempo di cazzeggiare su internet. Devo prepararmi all'intervista!"
Ma la rivista mi rassicura sul fatto che potrò usare l'accesso illimitatamente per le 24 ore successive alla prima autenticazione.

Salgo di corsa sulla mia carrozza. Naturalmente anche stavolta ho sbagliato lato. Che culo!
Percorro nuovamente il corridoio, abbastanza largo da essere attraversato da me e da un'altra persona. Stavolta non ho voglia di aspettare il passaggio di tutti: ho fretta, sono stanca, voglio sedermi.
Arrivo al mio posto, di nuovo vicino alla porta opposta della carrozza.
Posta scorrevole stavolta rotta: non si richiude da sè, devo accompagnarla ogni volta con la mano per evitare l'aria gelida che viene dall'area al di là della porta. Eppure anche questo è un Eurostar super-mega-figo-e-veloce!!! "Sarà che stiamo andando verso Sud" ho pensato per un attimo, pensiero seguito da un immediato biasimo della mia coscienza benpensante: "ma nooo, che dici!".
Mi siedo distrutta, gambe a pezzi e piedi sfatti. Non devo comprarli più gli stivali a 7 euro e le calze a 50 centesimi, o almeno dovrei evitare di abbinarli! Anche le braccia sono a pezzi, per il peso di portare il computer, le scartoffie e tutto il  resto a braccio. Ma sono costretta ad usarle per richiudere le ante della porta scorrevole che, ad ogni passaggio, si aprono e non si richiudono più, con annesso spiffero gelido.
Con i nervi a fior di pelle, mi metto a sfogliare svogliatamente la rivista di Trenitalia.

Devo essere sincera: dopo qualche pagina avevo il sorriso sul volto, per l'idea, secondo me poco opportuna dal punto di vista della comunicazione, di porre di seguito una doppia pagina di pubblicità sul nuovo Executive di Trenitalia (con tanto di schienale imbottito e reclinabile, poggiaGAMBE regolabile, sala meeting con schermi e collegamenti Mac e ovviamente pasti al posto) accanto alla promozione delle tariffe Mini con tanto di valigia mal appiccicata su fondo panoramico di piazza Duomo di Milano, ovviamente, con tanto di finti adesivi delle destinazioni mal photoshoppati. Scopro poi su FSNews che le classi di viaggio saranno presto cancellate. "Ah", penso, "Finalmente!". Mi tocca scocciarmi a sufficienza per arrivare a sfogliare la rivista dal fondo per scoprire il meglio che il mensile ha da offrire.
Anzichè la prima e la seconda classe ci saranno quattro livelli di servizio: standard (cioè l'economico), premium (???), business (dove gli spazi sono normali e la gente non viaggia come bestiame -e già mi viene da aggiungere aggettivi accanto al sopra-menzionato "economico"- e poi???) e il famoso executive di cui si parlava prima (un ufficio in treno). Solo su Frecciarossa. E i Frecciarossa, si sa, sono limitati ad alcune zone specifiche, quelle "sviluppate" e su cui si punta per lo sviluppo...
Certo, perché basta sfogliare a ritroso qualche pagina per trovarsi di fronte a questa emblematica illustrazione relativa alle Frecce ad Alta Velocità: il fatto che l'Italia sia divisa in tre parti è evidentissimo. L'Italia va a diverse velocità, e pare proprio che Trenitalia contribuisca a rendere esponenziale il differenziale di accelerazione tra le diverse zone d'Italia.

Da Roma al Nord-Ovest: 276 collegamenti, di cui 186 Frecciarossa, di cui 32 no-stop per Milano.
Da Roma al Nord-Est: 212 collegamenti, di cui 90 Frecciarossa (ma solo fino a Bologna) e 2 Frecciargento no-stop per Padova.
Da Roma a Napoli: 44 collegamenti, di cui 40 Frecciarossa.
Da Napoli al Sud-Ovest: 12 collegamenti, di cui 8 Frecciarossa (ma solo fino a Salerno).
Da Roma al Sud-Est: 16 collegamenti, di cui 0 Frecciarossa.
Le isole non sono contemplate.

Mappa aggiornata a maggio 2011: ci tengo a sottolinearlo anche io perché ultimamente Trenitalia ha deciso di ridurre il numero di molti collegamenti verso il Sud e, in particolare, di eliminare le cosiddette "corse socialmente utili", perché non hanno un buon margine di profitto*.
Parliamo non solo di eliminazione di servizi, di corse notturne e collegamenti diurni, ma anche di eventuali licenziamenti. E pare che l'attuale management abbia deciso di spostare gli investimenti dall'Italia verso la Francia. Giustamente Trenitalia investe in Francia.

Mi si dirà: ma è un'impresa privata ed è ovvio che sia il profitto privato il criterio portante di ogni decisione. Non è più un'impresa statale.Vero.
E' vero anche che lo Stato Italiano, cioè noi, cioè anche io, cioè anche chi sta leggendo, ha una forte partecipazione azionaria anche dopo la privatizzazione. Tant'è che i finanziamenti statali rendono possibili gran parte delle scelte delle strategie economiche di Trenitalia.
Mi viene, però, da pensare che essendo una impresa di servizi di pubblica utilità, in una situazione di monopolio di fatto, avrà delle RESPONSABILITÁ nei confronti della popolazione italiana.

Chiudo la rivista e mi collego al fantastico mondo del wi-fi di Frecciarossa di Trenitalia, per andare proprio a fare qualche verifica.
Che meraviglia leggere subito "FERROVIE DELLO STATO": penso che qualcosa vorrà dire...
Nella sezione "Missione e strategia"** leggo:
"La missione | Con i nostri servizi e gli interventi di potenziamento della rete contribuiamo allo sviluppo di un grande progetto di mobilità e di logistica per il Paese e alla sua crescita economica, sociale e culturale."
Alla luce di quanto visto sopra, forse andrebbe corretto in "sviluppo per il Nord del Paese"?
Leggo più in basso, sotto il punto "Strategia | Nuovi servizi Alta Velocità/Alta Capacità":
"Da dicembre 2009, con l’attivazione dei tratti Firenze-Bologna e Milano-Novara, è stato completato e aperto all’esercizio commerciale il nuove asse AV/AC Torino – Salerno. I mille chilometri della “metropolitana veloce d’Italia” collegano i principali centri del Paese con tempi di viaggio concorrenziali rispetto all’aereo e all’auto. E accorciando le distanze, cambiano il modo di vivere degli italiani. degli italiani."

Eh sì, l'hann scritto minuscolo ma l'hann voluto ripetere due volte!!! Eppure l'Italia mica finisce a Salerno? O Trenitalia come il Gesù Cristo di Carlo Levi, oltre Eboli non riesce ad andarci? O forse il Mezzogiorno non è Italia? Non siamo Italiani?

Vogliamo parlare del profondo Sud e delle Isole?
Io sono originaria della provincia di Taranto. Una mia amica ha fatto questo rapido e significativo calcolo:
"Queste sono le proposte di Trenitalia per chi deve viaggiare da Grottaglie a Roma (Km 513). Durata media del viaggio 9 ore e 30 minuti. Costo medio in 2° classe 60,00 €."
Il famoso sgarrupato sporco disumano e ignobile notturno da Roma a Lecce/Messina è stato ridotto ad una corsa il venerdì sera verso il Sud e una la domenica sera verso il Centro. A parte che quel treno, nelle sue condizioni vergognose, assicurava un collegamento sicuro tra il Centro-Italia e gran parte del Mezzogiorno, ora negato, ma vogliamo parlare della scelta dei giorni?
Al Sud, cari Italiani e care Italiane, ci si va solo per il weekend, per andare a trovare i parenti lontani o per le vacanze. E' escluso che ci si vada per lavorare, in settimana, concetto esattamente in linea con l'idea di sviluppo dichiarata da Trenitalia sul suo sito istituzionale e sulla sua patinata rivista in carta non riciclata e non riciclabile.
E indigesta anche per me.
Per me che a Taranto ci ritornavo per crearmi delle opportunità di lavoro, per un'idea di sviluppo che forse è in controtendenza... ed essendo stra-precaria, non avevo altra scelta  che il notturno per la sua economicità e perché mi evitava di chiedere ore o giorni di permesso di cui, da precaria, naturalmente non ho il diritto.

Chiamo il controllore esausta.
"Senta, questa porta non funziona. Gentilmente faccia qualcosa"
"Ma la porta si apre"
"Le ho detto che non funziona: evidentemente non si chiude"
"Vediamo..."
La porta di apre e poi, ovviamente, non si richiude.
Dall'altra parte della porta, vicino ai bagni, qualcuno grida "Ma poi alla fine di richiude da sé".
M'inalbero.
"Senta, che motivazione avrei io per dire delle falsità?! Sono 30 minuti che chiudo questa cavolo di porta facendo leva con le braccia. Mi sarei stancata!!! E con quest'aria gelida rischio di ammalarmi. Vogliamo mantenere lo standard di servizio? O aspettiamo altri 10 minuti per verificare che non sto inventando per la voglia di inventare?"
Il controllore mi guarda male. Forse ho esagerato, d'altronde veste Trenitalia, ma non è Trenitalia...
Blocca la porta.

Aggiungo solo che per il resto del viaggio mi toccherà continuare a richiudere le porte a braccio perché chi esce le apre a mano, ma non le richiude alle sue spalle. Egoisticamente e superficialmente.

Torno a sedere.
La pagina ancora aperta sul sito di Trenitalia.
La chiudo.
Apro Facebook e scrivo:
"Ma che meraviglia gli Eurostar Frecciarossa di Trenitalia, con posti spaziosi, lindi e comodi, con la temperatura giusta, con la luce confortevole, coi tempi adeguati e con tanto di wi-fi AGGRATIS!!! Peccato che arrivino a Napoli, MASSIMO! Peccato, poi, che da Napoli in giù ti vendono anche i biglietti senza posto assicurato e viaggi 6 ore in piedi per percorrenze identiche. Peccato, poi, che da Napoli in giù il numero dei convogli sia sette volte inferiore... Peccato che per Trenitalia, l'Italia finisca al confine con il Mezzogiorno. Tanto vale chiamarla TreniCentroNorditalia, almeno non ci si prende in giro."
E poi apro questo post.



____________________________________________________________________
*http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/11/13/news/puglia_sempre_pi_isolata_trenitalia_tagli_a_sette_corse-24923498/
**http://www.fsitaliane.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=69cae6155d5ba110VgnVCM1000003f16f90aRCRD

lunedì 14 novembre 2011

Il SEL, Monti e le "minoranze"

Premetto e ricordo che Sinistra Ecologia e Libertà, oggi data all'8% nelle proiezioni di voto, con un calo dello 0.2% *,  non ha rappresentanti in Parlamento. Tuttavia il partito si è espresso ugualmente dando il suo appoggio al Governo Monti ma ponendo delle condizioni.
Verrebbe da sorridere, giacché la forza negoziale di SEL, viste le premesse, è evidentemente molto bassa, se non aprisse a delle importanti riflessioni sulla capacità giustamente richiesta ad un Governo, e in questo caso all'attuale Governo Monti, di comunicare con le "minoranze" (in questo caso in termini di voti e rappresentanze nelle Istituzioni centrali), di integrare tra le proprie preoccupazioni anche le "loro" e di comprendere l'importanza di cercare delle soluzioni condivise.

Ma vediamo come e se vengono intercettate le istanze dei piccoli gruppi, delle voci senza megafoni, delle parole senza grandi testate giornalistiche alle spalle. E poi traiamone spunto per nuove riflessioni, facciamoci domande: Monti ascolterà l'Italia, tutta? o solo l'Europa? Il bene del Belpaese coincide con quello dell'Europa? o con quello che l'Europa pensa sia il nostro bene? Un Governo tecnico di "europeisti" sa quello che è meglio per l'Italia? Mentre i nostri politici no?! ...facciamoci delle domande...


10 novembre 2011                                    
SEL: MONTI A 4 CONDIZIONI **
Sinistra ecologia e libertà, messa anche sotto pressione del Pd, non ha chiuso a un'ipotesi di esecutivo a guida Monti, ma ha messo nero su bianco quattro paletti precisi.
Primonessuna «ipoteca berlusconiana» sui nomi.
Secondo, una patrimoniale.
Terzotempi brevi che preludano, ed è la quarta condizione, a elezioni presto.

14 novembre 2011                                    
DIRETTA NO-STOP ***
Il professore in conferenza stampa: "Governo aperto alla politica ma capirei il rifiuto".
E LA PRIMA CONDIZIONE MI SEMBRA GIA' IN BILICO.
"Conclusione naturale sarà nel 2013".
E LE CONDIZIONI TERZA E QUARTA CROLLANO.
Vedremo come si evolverà la situazione nei prossimi giorni...

27 novembre 2011                                   
E con la patrimoniale "leggera"****, ovvero una finta patrimoniale, potremmo dire integrata "LEGGERMENTE" (o fintamente?) la SECONDA DELLE CONDIZIONI del SEL.





Roma - Fine della manifestazione di SEL "Ora tocca a noi"
01 Ottobre 2011 © Sabina De Rosis



_________________________________________________________________________
* Fonte: TG La7
** http://www.unita.it/italia/monti-i-si-e-i-no-dei-partiti-di-opposizione-scheda-1.351080
*** http://www.repubblica.it/politica/2011/11/14/dirette/monti_al_via_le_consultazioni_i_mercati_finanziari_asiatici_festeggiano_il_premier_incaricato-24969649/?ref=HREA-1
**** http://www.corriere.it/economia/11_novembre_25/sensini-autority-conti-pubblici_b281dd7a-172e-11e1-8448-ba9de42f6fce.shtml



domenica 13 novembre 2011

OSSIMORI italiani

Illustrazione di aeneastudio  Alcuni diritti riservati
Tenersi stretta la Borsa per salvarsi la vita.



Riaperto il Parlamento della Padania.


Cicchitto: "Su Monti nessun consenso dato al buio, ma atteggiamento costruttivo"

I politici: vogliamo un Governo tecnico. Il tecnico Monti: voglio i politici nel Governo.

Toto Ministri del Governo Monti: il nuovo che avanza!


Berlusconi: "Mettere alle spalle ogni faziosità".

Gelmini: "Benigni dà una cattiva immagine del Paese"

Toto Ministri Governo Monti (anche conosciuto come Governo Italiano): figure di spicco nelle Istituzioni Europee.

Berlusconi: "Liberiamo il Paese dalle incrostazioni ideologiche".

Monti: "Senso di emergenza per affrontare la situazione grave" ..."Ma che bella giornata!".

Governo non politico, governo solo tecnico... scelto dall'Europa.

Bossi: "non ci piace l'ammucchiata".

Napolitano: "Nuovo Capo del Governo Italiano una persona molto stimata in Europa".

Il centro-sinistra festeggia senza sconfiggere lo schieramento vincente (anche conosciuto come maggioranza).

Il rettore della Cattolica ministro della Pubblica Istruzione.

Berlusconi: "atto di responsabilità".

Onorevole Scilipoti.

Il rettore della Bocconi dice "basta ai privilegi!".

Il centro-sinistra festeggia il fatto che Berlusconi lasci, anche se mai sfiduciato.

Napolitano: "Nessun ribaltamento del voto 2008" e in piazza si festeggia.

Agire per il bene del Paese. Attuare quanto chiesto dall'Europa.

SEL dice sì a Governo Monti ma mette condizioni.

_________________________________________________________________________
Illustrazione di aeneastudio  Alcuni diritti riservati

lunedì 7 novembre 2011

Come la fisica ci spiega la DINAMICA dei politici italiani | aka #vivalafuga


Di fronte al fenomeno così repentino ed evidente dello spostamento di "CORPI POLITICI" da destra al centro, dal centro a sinistra, da sinistra al centro, che pare scimmiottare il familiare giuoco delle tre carte, si può essere colti da stupore. Può far nascere qualche perplessità l'ACCELERAZIONE improvvisa che questi corpi politici hanno subìto nei loro moti.
Ma la fisica ci aiuta a chiarire ogni dubbio.
La scienza ci corre in soccorso spiegandoci le leggi e i principi che regolano il moto di questi corpi.

______________________________________________________


Ecco a voi LA DINAMICA (semplificata)
DELLA POLITICA ITALIANA

I _ Principio di INERZIA
Se NESSUNA FORZA agisce su di essi, i corpi politici restano FERMI o continuano nel loro MOTO RETTILINEO UNIFORME (da destra al centro, dal centro a sinistra, da sinistra al centro e via dicendo).

II _ Principio di CONSERVAZIONE
Un punto materiale (cioè un corpo politico di dimensioni TRASCURABILI rispetto al SISTEMA di riferimento), al quale sia applicata una FORZA, varia la quantità di MOTO in misura PROPORZIONALE alla forza, e lungo la DIREZIONE della stessa.

Da cui la LEGGE di CONSERVAZIONE
La quantità di MOTO di un sistema ISOLATO è COSTANTE nel tempo.

III __ Principio di AZIONE e REAZIONE
 "Ad ogni AZIONE prodotta su un corpo politico corrisponde SEMPRE una REAZIONE su un ALTRO CORPO UGUALE E CONTRARIA, in un SISTEMA INERZIALE"
 [definizione di Newton]

______________________________________________________

La fisica spiega chiaramente e senza bisogno di ulteriori commenti, il moto dei politici e le leggi che lo regolano. Attenzione però! Principi e leggi sono validi in un SISTEMA INERZIALE, per il quale è utile spendere due parole illuminanti.

Nel sistema INERZIALE si manifestano SOLO interazioni tra corpi (i POLITICI) dette anche "forze REALI" (la CASTA?).
Le forze APPARENTI, invece, non provenendo dai corpi (i POLITICI) poiché NON sono RECIPROCHE e non sono imputate al sistema di riferimento (INERZIALE). Esse non sono reali solo nel senso che NON SONO ASSOLUTE e NON NEL SENSO DI ININFLUENTI sui corpi (i POLITICI) quando PRESENTI.

La fisica ci spiega il MOTO dei politici e le leggi che lo regolano.
E ci spiega anche, seppur "sottilmente", come MUTARLO.




______________________________________________________
Grazie al libro di testo C. Mencuccini, V. Silvestrini, Fisica 1. Napoli, Liguori Editore, 2006 e agli appunti di fisica.
______________________________________________________
http://twitter.com/#!/SingolarCollett
http://www.facebook.com/note.php?saved&&note_id=10150446906245086

mercoledì 29 giugno 2011

L'Italia non mi aspetta. Io torno.

Cinque giorni in Portogallo del nord.
Cinque giorni di meraviglia.
Le madonne in azulejos, la ginjinha, la disponibilità, gli infiniti obrigado, la lingua portoghese e mille altre lingue, le vie strette, la educação informale e formale allo stesso tempo, le camminate, l'inquietudine del Bom Jesus, i muschii incrostati sui muri e sulle facciate, i gabbiani, gli incontri, il coração do Minho, il gallo, la feira e i prodotti della terra ammassati per terra accanto a galline stordite e conigli tremanti, le elezioni, i comunisti e "Bella Ciao" intonata nel mercato del villaggio, il sole cocente e le nubi improvvise, il disordine statico e l'ordine dinamico.
Infine l'oceano.
Deciso, indelicato, confidente.

Eravamo sedute su un terrazzo a poche decine di metri dall'Atlantico.
Due Italiane e un Portoghese.
Una Italiana in vacanza con le ginocchia bruciate dal sole che si fa più prepotente sull'oceano. Una vacanza da ospite. Una vacanza a dimensione di precaria. Una vacanza da ospite di una precaria.
Una Italiana, l'altra, con il petto e le spalle rosse, ma preparata, pronta, perché su entrambi, petto e spalle, fa spessore l'esperienza delle tante esperienze lontano dall'Italia.
Un Portoghese con una vita piena e complessa, che vorrebbe decollare.
Si guardava così, assieme, la distesa in(de)finita del mare e si parlava della miriade di aspetti positivi del Portogallo.
Immancabili sono arrivate le espressioni verbali di un pensiero che accarezza molti Italiani:
"Ma perché non resto qui? E se rimandassi la partenza di qualche giorno? Forse... potrei trasferirmi... potrei valorizzare le mie competenze..."
Non ci si guardava mai negli occhi, si cercava l'America con lo sguardo, nel sole che stava cominciando ad abbassarsi sull'orizzonte.
"Cos'è che non funziona nel mio Paese? Davvero io non posso niente? Davvero non posso strapparlo a chi lo umilia e lo degrada? Davvero io ho come unica soluzione alla mia vita la fuga?"
I pensieri seguivano il ritmo delle onde, arrotolandosi nella schiuma tra le valve nere.
Il Portoghese e l'Italiana in Portogallo parlavano intanto in una lingua tutta loro, di parole italiane, spagnole e portoghesi, di parole non dette, di sguardi persi.
Flussi interrotti dalle dinamiche del mio pensare urlato:
"NO! Io devo tornare. Io posso riprendermi il mio Paese. Ci hanno convinti tutti che non ne siamo capaci, che non possiamo nulla, che non siamo in grado di cambiare nulla, di costruire nulla, di decidere ed essere decisivi per nulla. In Italia la mia generazione non crede in se stessa. E' frammentata e distante, ma soprattutto insicura. Io torno... io resto perché credo in me, nella mia generazione, nelle nostra capacità e nella meraviglia del mio Paese".
Il Portoghese mi guarda con un sorriso.
"Sembravi una figheta", mi dice, "invece sei una comunista"
Poi mi spiega che in Portogallo il "comunismo" non è un'offesa come in Italia, non è pregiudizievole, non è un marchio di infamia. Comunismo vuol dire qui interesse e lotta per il popolo. Non più proletario. Nemmeno proletario. Ma instabile, insicuro, precario.
Io, sì, voglio lottare per questa gente, per la mia gente, per ognuno di questi individui, anche il peggiore. Solo in questa misura io sono comunista in Portogallo e utopista in Italia.

Assaporo con preoccupazione e sfida la differenza tra la fiducia in quello in cui credo e l'incertezza sul come questo possa guidare il mio agire: comunista in Portogallo, utopista in Italia.
"C'è ancora tanto da fare", penso
Poi mi alzo e vado in bagno a togliermi l'oceano dagli occhi.
L'Italia non mi aspetta.
Io torno.

...